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Nuove armi contro la sclerosi multipla, arriva in Italia il nuovo anticorpo monoclonale

FARMACEUTICA
Nuove armi contro la sclerosi multipla, arriva in Italia il nuovo anticorpo monoclonale

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Nuove armi contro la sclerosi multipla. E' disponibile anche in Italia daclizumab, nuova terapia per il trattamento di seconda linea della sclerosi multipla nelle forme recidivanti remittenti. Il nuovo trattamento ha ricevuto l'approvazione della Commissione europea ed è stato recentemente rimborsato dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa); ora è in corso l’inserimento nei prontuari terapeutici regionali. La terapia con daclizumab si somministra una volta al mese per iniezione sottocutanea e può essere effettuata autonomamente dai pazienti anche a casa.

Grazie al suo meccanismo d’azione mirato, il medicinale mira a ristabilire l’azione fisiologica dell’organismo e a ripristinare l’equilibrio del sistema immunitario, promuovendo la tolleranza immunitaria e contrastando così l’attività di malattia. Si tratta di un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato, che si lega selettivamente alla subunità Cd25 del recettore ad alta affinità per l’interleuchina 2 espresso sui linfociti T autoreattivi, principali responsabili dell’infiammazione a livello del sistema nervoso centrale nei soggetti con sclerosi multipla recidivante.

"L’approvazione di daclizumab introduce un nuovo approccio al trattamento di seconda linea delle forme recidivanti remittenti di sclerosi multipla. Rispetto alle terapie fino a oggi disponibili, che hanno tendenzialmente un’azione immunosoppressiva - spiega Antonio Uccelli, ordinario di Neurologia presso l'Università di Genova e responsabile del Centro Sclerosi multipla dell'Irccs Ospedale Policlinico San Martino - il nuovo farmaco è il primo tra quelli a più alta efficacia ad agire con un effetto immunomodulante, che si traduce nel controllo delle cellule che causano l’infiammazione del sistema nervoso centrale favorendo l’espansione nel sangue di cellule ad azione regolatoria, senza però causare deplezione diffusa e aspecifica delle cellule immunitarie".

"Gli studi clinici" sul farmaco "hanno coinvolto in totale circa 2.400 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante, evidenziandone il buon profilo di efficacia e sicurezza, anche in casi di alta attività di malattia e non sufficientemente controllata da altre terapie" commenta Diego Centonze, ordinario di Neurologia all’Università di Roma Tor Vergata e responsabile della Uoc di Neurologia al Neuromed di Pozzilli (Is).

La sua introduzione in Italia "rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso che portiamo avanti da oltre 25 anni, per migliorare la vita delle persone che convivono con la sclerosi multipla. Oggi Biogen conta nel suo portfolio sei farmaci per il trattamento" di questa malattia, commenta Giuseppe Banfi, amministratore delegato di Biogen Italia. "Fino a pochi anni fa le persone con sclerosi multipla andavano incontro a disabilità nell’arco di 15-20 anni. Oggi con le terapie a disposizione è possibile garantire loro una vita attiva e allontanare lo spettro della disabilità. Accettare grandi sfide è nel nostro Dna e non ci fermeremo fino a quando non troveremo una cura in grado di sconfiggere la sclerosi multipla", conclude.

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