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Ricerca, ecco i tre vincitori dell'hackathon Merck

FARMACEUTICA
Ricerca, ecco i tre vincitori dell'hackathon Merck

Kronos Dna, Next Capodarco e Pedius sono i vincitori della seconda edizione di Merck for Health, l’hackathon dedicato all’healthcare e all’innovazione tecnologica promosso da Merck in collaborazione con HealthwareLabs e Digital Magics HealthTech. Sono stati 17 i team che, suddivisi in start up già formate e in gruppi eterogenei, hanno lavorato negli spazi del Caffè Letterario di Roma per ideare e sviluppare progetti innovativi, rispondendo così alle sfide lanciate dall’azienda su: comunicazione medico-paziente, ottimizzazione dell’assistenza dei pazienti in trattamento con ormone della crescita, miglioramento dell’esperienza durante i trattamenti per l’infertilità, supporto pratico nella quotidianità dei pazienti con sclerosi multipla, approccio multidisciplinare nella gestione del paziente oncologico.

Le proposte dei team sono state valutate da una giuria di esperti costituita da Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia, Giorgio Pinci, Direttore Commercial Operations Biopharma di Merck in Italia, Munya Chivasa, Innovation Manager di Merck in Germania, Henry Zubaida di Merck Ventures in Olanda e Roberto Ascione. Al primo posto si è classificata la start up KronosDna che ha presentato un innovativo kit digitale che consente di avere una diagnosi completa dell’infertilità genetica della coppia. Il team è stato premiato con un grant del valore di 5.000 euro e l’opportunità di partecipare al Festival dell’Innovazione (Dubai, dal 20 al 26 novembre 2017) e a un programma di accelerazione/incubazione.

I secondi classificati sono stati Next Capodarco e Pedius a cui è stata data la possibilità di volare a Berlino per partecipare alla Frontiers Health Conference 2017 (16 e 17 Novembre) e l’opportunità di prendere parte a un programma di accelerazione/incubazione. In particolare, Next Capodarco ha presentato una piattaforma digitale con un sistema integrato di gamification che permette una continua interazione tra i piccoli pazienti con deficit di ormone della crescita, i loro caregiver e gli operatori sanitari protagonisti coinvolti nel processo di cura. Pedius ha presentato il progetto Louise, un sistema di comunicazione digitale veloce e accessibile che riconosce la voce del paziente e gli permette di gestire da remoto e rapidamente le problematiche e le necessità quotidiane che si trova ad affrontare nel suo cammino di cura. La giuria ha inoltre riservato una menzione speciale alla Start Up Second Opinion che ha presentato un’applicazione mobile che attraverso un motore di ricerca consente di ottenere informazioni personalizzate e affidabili riguardo i sintomi della patologia.

"Anche quest’anno siamo estremamente soddisfatti delle proposte che ci sono state presentate – spiega Antonio Messina - La qualità di questi progetti conferma come le intuizioni e la creatività delle nuove generazioni possano costituire una fonte di idee preziose anche in un settore complesso come quello dell’Healthcare. Siamo pienamente convinti che l’approccio dell’open innovation nell’ambito delle tecnologie digitali per la salute consenta di produrre risposte innovative ed originali ai bisogni non ancora soddisfatti dei pazienti e delle persone che li supportano, facendo così una reale differenza nelle loro vite".

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