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Beffa Ema: in fumo tesoro da 1,7 miliardi

FARMACEUTICA
Beffa Ema: in fumo tesoro da 1,7 miliardi

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Dopo l'incoronazione di Amsterdam a nuova sede dell'Agenzia europea del farmaco Ema, è il tempo di fare le valigie per i quasi 900 dipendenti dell'ente, e per le loro famiglie che includono anche 600 figli in età scolare. Dopo la Brexit sarà infatti l'ora dell'addio a Londra, per una nuova casa sulla riva dei canali della Capitale olandese. Ma l'Ema porterà con sé molto di più. Non solo persone, ma anche business che si accenderà intorno al nuovo quartier generale dell'agenzia. Con la sconfitta al sorteggio del capoluogo lombardo, candidato a ospitarla, va in fumo un 'tesoro' che era stato stimato in circa 1,7 miliardi di euro annui da un'analisi dei possibili impatti economici del trasferimento di Ema, condotta tra la fine dell'anno scorso e l'inizio del 2017 da Alberto Dell'Acqua, docente della Sda Bocconi e direttore del master in Corporate finance, e colleghi.

"Avevamo considerato tre livelli di impatto - spiega Dell'Acqua all'AdnKronos Salute - Il primo era quello legato al semplice trasferimento dell'ente con i suoi dipendenti, che ai tempi erano 775 mentre secondo gli ultimi dati sono quasi 900. Si tratta quindi di una stima più conservativa. Calcolavamo un effetto di circa 300 milioni di euro l'anno legato alle spese che l'agenzia e i dipendenti sostengono per il funzionamento dell'Authority, più altri 73 milioni per l'indotto generato (spese delle famiglie e impatto sulle imprese fornitrici)". Totale: circa 370 milioni di euro.

Un altro livello di analisi prendeva invece in considerazione l'effetto economico legato ai visitatori. "Circa 56mila presenze, secondo i dati dei flussi annui verso l'Ema, che accoglie per incontri i funzionari delle varie aziende farmaceutiche del mondo. Su questa base avevamo stimato un effetto pari a 26 milioni di euro all'anno", continua Dell'Acqua. Solo considerando queste due voci, che rappresentano il 'tesoretto' certo che Ema si porta con sé, si sarebbe arrivati dunque a superare quota 400 milioni di euro l'anno.

L'ultimo livello di analisi aggiungeva un'altra variabile. "Il possibile impulso - chiarisce il docente - della presenza di Ema a Milano sul settore farmaceutico italiano", già al secondo posto in Europa dopo la Germania. "Era ragionevole infatti immaginare che l'arrivo dell'Agenzia avrebbe prodotto uno stimolo fisiologico sulle molte aziende presenti sul territorio ad aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo. E noi avevamo stimato un possibile impatto positivo in termini di tasso di crescita addizionale degli investimenti in R&S del 3% l'anno, che avrebbe potuto generare circa 900 milioni di euro in più di volume d'affari per il settore. Dato che a sua volta avrebbe trascinato circa 400 milioni di indotto". Totale: 1,3 miliardi di euro che, aggiunti ai circa 400 milioni prodotti dalle voci precedentemente analizzate, fanno 1,7 mld.

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