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Tumori: 'Colpiranno 1 su 2', Veronesi lancia alleanza con i media (4)

Calabresi, quella volta che l'intervistato mi chiese di non mettere il cancro in prima pagina

MEDICINA

(Adnkronos Salute) - "Oggi nel dibattito pubblico c'è troppa emotività e troppa assenza di scienza e illuminismo", riflette Calabresi. "Spesso le parole delle eccellenze scientifiche vengono messe in dubbio" e la dimostrazione di questa sfiducia è "il caso Stamina: una vicenda allucinante, la più grossa aberrazione cui abbiamo assistito nell'ultimo anno. Troppe forzature, bambini malati 'buttati addosso'. Quando abbiamo deciso di occuparcene ho ricevuto tante lettere che mi chiedevano se volevo togliere la speranza ai bambini, ma in questi casi serve il coraggio di dire che i concetti di cura e di speranza sono diversi. E alimentare false speranze significa mettere persone deboli nelle mani di ciarlatani. Bisogna fare la differenza, dare alla gente gli strumenti per capire e dare voce alla scienza". Parafrasando un motto di Beppe Grillo, "uno vale uno - chiosa Calabresi - ma il sapere di alcuni vale di più".

A testimonianza della storica difficoltà nello scrivere di certi argomenti, il direttore della Stampa ricorda anche "quando lavoravo a Repubblica e firmai un'intervista in cui Silvio Berlusconi parlava del tumore che lo aveva colpito. Accettò di concedermela - racconta Calabresi - solo a patto che non usassimo la parola cancro in prima pagina". Una riflessione sul giornalismo nell'era di Internet arriva infine da Napoletano: "Sono convinto che la carta non sia morta, ma che come suggerisce anche Veronesi abbia sempre più un ruolo di approfondimento. E credo che il digitale sia uno strumento molto importante perché funziona da moltiplicatore di contenuti", conclude annunciando il debutto a luglio di un prodotto digitale sulla sanità.

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