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Scienziati più vicini al vaccino anti-Hiv

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Scienziati più vicini al vaccino anti-Hiv

(Fotogramma)

Si avvicina la Giornata mondiale dell'Aids del 1 dicembre, e dall'Australia arriva la notizia di un passo avanti nella "giusta direzione" per creare un vaccino contro l'Hiv. I ricercatori dell'Università della South Australia ad Adelaide e del Queen Elizabeth Hospital hanno infatti usato un virus del comune raffreddore per introdurre il loro vaccino basato sul Dna nel sistema immunitario di alcuni topi di laboratorio. Con risultati interessanti. Lo riferisce l'agenzia Xinhua.

Come ha spiegato Branka Grubor-Bauk dell'Università di Adelaide, il team ha indirizzato il vaccino in alcune aree specifiche, in cui l'infezione da Hiv si trova più spesso, scoprendo che al controllo il test ha ottenuto una "riduzione significativa" dei tassi di infezione nei topi. "È necessario ottenere una protezione là dove il corpo incontra prima il virus e bisogna impedirgli di entrare, oppure occorre impedirgli di replicarsi e fermarne la diffusione", ha detto Grubor-Bauk. "Speriamo che la nostra scoperta ci indichi la giusta direzione". Insomma, per Grubor-Bauk il gruppo ha fatto un passo avanti importante, ed è vitale che la ricerca continui a concentrarsi su un vaccino contro l'Hiv.

"Dopo quattro anni di studio, siamo stati in grado di creare questo virus del raffreddore che codifica le proteine ​​dell'Hiv e abbiamo vaccinato i topi, riuscendo a suscitare immunità nelle superfici delle mucose", ha detto Grubor-Bauk.

"Abbiamo anche un vaccino a Dna somministrato per via intradermica, come quello contro l'influenza, e abbiamo visto che in questo caso siamo stati in grado di ottenere una immunità sistemica in tutto il corpo". Lo studio è pubblicato su 'Scientific Reports'.

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