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'Mamma, l'Isis verrà anche in Italia?' Come rispondere ai bimbi

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'Mamma, l'Isis verrà anche in Italia?' Come rispondere ai bimbi

PIAZZA NAPOLI MACCHINE PARCHEGGIATE SUL MARCIAPIEDE, MAMMA ACCOMPAGNA BAMBINA A SCUOLA ALL' APERTO INVERNO (Duilio Piaggesi, MILANO - 2005-01-11) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Le immagini spaventose rilanciate dai telegiornali e il Natale di sangue a Berlino non lasciano indifferenti i più piccoli. "Se i nostri bambini ci fanno domande legate alle immagini che hanno visto in tv relativamente agli attentati bisogna rispondere. Non ci sono domande alle quali possiamo sottrarci - afferma Nicoletta Aliberti, responsabile della Psichiatria Infantile dell'Ini, Istituto Neurotraumatologico Italiano - Noi genitori dobbiamo invece sottrarci al tentativo di controllare le nostre paure e le nostre angosce nel confrontarci con un sistema interno ed emotivo, quello di un bambino, che non è ancora pronto ad essere condotto nella spiegazione di questi eventi. Ma bisogna sostenerli. Bisogna rispondere ad una domanda simile".

In che modo? "Coinvolgendo il bambino a verbalizzare, a condividere l'idea che si è fatto di quello che ha visto. Solo partendo la lì si può riuscire ad aiutare il bambino a trovare una spiegazione logica, a trovare la strada per superare gli elementi di sfiducia, di morte che le immagini viste in tv degli attentati possono in loro attivare. Attenzione genitori - ammonisce Aliberti - perché è importante che i nostri bambini siano aiutati a fare un percorso che non li allontani in generale dai sistemi dell'altro, dei popoli sconosciuti, delle religioni sconosciute".

"Bisogna aiutare i bambini a trovare un percorso che li avvicini al senso di umanità, al senso del buono che c'è nell'umanità. Perché il buono e il cattivo è sempre esistito nella vita dei nostri bimbi. Lo raccontiamo loro attraverso le favole, quella di Cappuccetto Rosso con il lupo o la favola di Cenerentola con la matrigna", aggiunge l'esperta.

La differenza rispetto a qualche tempo fa "è che oggi non ci sono più filtri: il bimbo poteva immaginare, e via via prepararsi nel suo crescere, nel suo diventare adulto, a capire quali forze interne, quali risorse poteva mettere in gioco per sopportare l'idea che la vita non è fatta solo di situazioni buone. Oggi più che mai va aiutato a comprendere che la presenza di ciò che non è buono non vuol dire avere intorno un mondo minaccioso: ciò che ha visto in tv è solo una piccolissima parte della vita", conclude Nicoletta Aliberti.

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