Home . Salute . Medicina . In aumento disturbi bimbi, fari puntati su fattori ambientali

In aumento disturbi bimbi, fari puntati su fattori ambientali

Chiamenti (Fimp), importante intercettarli presto, con genitori va condotta battaglia su stili vita

MEDICINA
In aumento disturbi bimbi, fari puntati su fattori ambientali

"Negli ultimi decenni è cambiato il mondo. Si sono messi in modo determinanti che agiscono sulla salute in senso negativo. E preoccupa l'aumento fra i bimbi dei disturbi della sfera psicorelazionale e cognitiva, da quelli più modesti a quelli più importanti". E' la riflessione di Giampietro Chiamenti, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp). "Le cause di questa esplosione stiamo cominciando a capirle, ci sono molti studi", spiega oggi a Milano, in occasione della presentazione dell'ebook 'Tutti diversi tutti uguali', prodotto finale di un percorso avviato nell'ambito del programma di responsabilità sociale di Gsk 'Leggere per crescere' e dedicato a operatori scolastici e pediatri, ma anche genitori, per aiutarli a capire e valutare lo sviluppo psicofisico 'unico' di ogni bambino.

"Siamo davanti a problemi che prevalgono oggi sulle patologie infettive o di organo - rileva l'esperto - Quando si parla di disturbi in aumento non ci si riferisce solo all'autismo, e tengo a precisare che da quanto emerge i vaccini non c'entrano, anzi sono una delle azioni virtuose che i genitori devono compiere per esercitare il loro ruolo in modo efficace e ci hanno permesso proprio di abbattere l'impatto delle malattie infettive. Piuttosto i fari sono puntati su altri determinanti di salute, interferenti endocrini e fattori ambientali che possono intervenire per esempio durante la gravidanza".

E, aggiunge Chiamenti, "ci sono segnali che possono permetterci di intercettare precocemente questi disturbi, le cui radici sono già presenti nella prima infanzia, anche se esplodono dopo. E' un grande problema da affrontare per esempio con i disturbi dello spettro autistico, perché si sa che se li intercettiamo entro i 18 mesi abbiamo alte possibilità di aiutare il bambino al meglio, mentre più tardi è peggio".

Il messaggio, in generale, è che mettere in campo "azioni tempestive può cambiare la storia di un bambino", osserva il pediatra. E l'alleanza fra camici bianchi, operatori scolastici e famiglie "è fondamentale, per cogliere anche solo eventuali bisogni speciali e per capire quali bambini sono meritevoli di attenzione da un punto di vista di approfondimento diagnostico e specialistico. Un modo anche per utilizzare al meglio le risorse che abbiamo".

Oltre a intercettare precocemente segnali che riguardano la sfera neurocognitiva, osserva Chiamenti, "dobbiamo portare avanti battaglie importanti per gli stili di vita". Il programma Leggere per crescere, continua il numero uno della Fimp, ha messo in evidenza l'importanza della lettura ad alta voce già da quando il piccolo ha pochi mesi. E' un'azione fondamentale che è entrata nel programma per i primi mille giorni di vita del bambino", cioè nei 9 mesi di gravidanza e i primi 2 anni di vita. "La lettura - conclude il pediatra - è fra quei 7 comportamenti virtuosi che i genitori dovrebbero osservare, insieme alle vaccinazioni, all'assunzione di acido folico in gravidanza, alle azioni per prevenire la morte in culla, all'allattamento al seno, la prevenzione di incidenti domestici e in auto, e l'educazione su fumo e alcol".

Sulla forza della lettura ad alta voce di mamma e papà al proprio bebè insiste anche Cristina Servidio, insegnante della scuola dell'infanzia di San Vito di Cerea (Verona): "E' un atto d'amore, che nasce da una relazione".

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI