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Gli ultimi momenti di Charlie: "Ha lottato per 12 minuti"

MEDICINA
Gli ultimi momenti di Charlie: Ha lottato per 12 minuti

Connie Yates e Chris Gard, madre e padre del piccolo Charlie (AFP)

"Ci avevano detto che 5 o 6 minuti dopo aver staccato le macchine Charlie sarebbe morto. Invece il nostro piccolo ha lottato per 12 minuti, prima che il suo cuore smettesse di battere. Ha aperto gli occhi e ci ha guardato un'ultima volta prima di lasciarci". Connie Yates, la mamma di Charlie Gard, racconta al 'Daily Mail' gli ultimi momenti del bimbo, 11 mesi appena, colpito da una grave e rara patologia genetica, morto la settimana scorsa.

Charlie era stato trasferito in un hospice per lo stop ai supporti vitali, per decisione del giudice dell'Alta Corte di Londra al termine di una lunga battaglia legale fra il Great Ormond Street Hospital, dove era ricoverato, e i genitori, che prima avrebbero voluto portarlo negli Stati Uniti per una terapia sperimentale e poi - quando anche questa speranza è svanita - a casa, per passare con lui gli ultimi giorni.

Questi "pochi giorni di tranquillità ci sono stati negati", ricordano Chris e Connie, che però hanno potuto portarlo a casa dopo la morte. "E' stato molto naturale. Ci siamo seduti e abbiamo guardato il nostro bimbo sdraiato come un bambino qualunque, senza tutti i macchinari che lo circondavano, senza nulla che potesse oscurare il suo faccino. E' stato bello vedere Charlie dormire nella sua culla, dove dovrebbe essere", racconta Connie.

Prima che gli venisse staccato il respiratore, sono stati fatti dei calchi di gesso di Parigi dei piedi e delle mani del piccolo. I genitori, infine, rivelano di non aver avuto nemmeno il permesso di salire sull'ambulanza che portava Charlie dal Gosh all'hospice, ma ringraziano l'ospedale e il suo staff per la qualità dell'assistenza.

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