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Successo per prima tappa 'I love life' su scompenso cardiaco

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Successo per prima tappa 'I love life' su scompenso cardiaco

"Grande successo" a Torino per la prima tappa del tour parte della campagna di Novartis 'I love life' sullo scompenso cardiaco. "Sono moltissimi", informa una nota, i cittadini che si sono recati in piazza San Carlo per partecipare all'iniziativa. Il gruppo di artisti 'Percussioni industriali' ha suonato al ritmo del battito del cuore, mentre alcune cargo bike hanno percorso le strade della città per distribuire materiale informativo e un peluche del personaggio Cino, protagonista della campagna promossa con il patrocinio di Aisc-Associazione italiana scompensati cardiaci. Previsto anche il lancio di una pagina Facebook dedicata, già attiva.

Poco conosciuto e sottodiagnosticato, nonostante sia la seconda causa di morte in Italia - ricordano i promotori della campagna - lo scompenso cardiaco può essere considerato la 'Cenerentola' delle malattie cardiovascolari. Colpisce quasi un milione di italiani, di cui oltre 37 mila piemontesi, causando circa 190 mila ricoveri l'anno e compromettendo pesantemente la qualità della vita di coloro che ne sono affetti, con una spesa totale pari a circa 3 miliardi l'anno. Le persone con il 'cuore stanco' sono infatti costrette a limitare progressivamente le proprie attività quotidiane, fino ad arrivare a dover stare in poltrona o addirittura a letto, nei casi più gravi. La patologia è caratterizzata da ripetuti ricoveri che piano piano diventano sempre più frequenti e ravvicinati nel tempo, fino a condurre alla morte che può avvenire anche all'improvviso.

Una malattia particolarmente subdola, perché spesso il paziente dopo un primo ricovero torna a casa, passato l'episodio acuto si sente "come prima" e inizia a trascurare la propria condizione, diventando così complice del suo avanzare. Ai pazienti con scompenso cardiaco gli esperti ricordano che "la patologia continua a progredire anche in assenza di sintomi evidenti di peggioramento, esponendo a un elevato rischio. Basti pensare che uno su 4 muore entro un anno dalla diagnosi".

La campagna 'I love life. Il cuore è imprevedibile, lo scompenso no. Curarlo si può. Non lasciare andare la tua vita' ha l'obiettivo di far conoscere l'importanza e la severità di questa patologia, per consentire a chi ne soffre di rivolgersi tempestivamente a uno specialista e trovare delle soluzioni che permettano di riprendere in mano la propria vita.

"Grazie alle recenti innovazioni terapeutiche - conclude la nota - oggi lo scompenso cardiaco può essere curato in maniera efficace con farmaci in grado di produrre benefici clinici a lungo termine. Studi clinici hanno dimostrato come questa nuova classe di farmaci (gli Arni) prolunghi la durata della vita con valori medi intorno a un anno e mezzo in un soggetto di 60 anni, ma con punte fino a 2-3 anni in più rispetto alle terapie fino ad oggi disponibili".

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