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Si reagisce in modo diverso agli alimenti, glicemia 'chiave'

MEDICINA
Si reagisce in modo diverso agli alimenti, glicemia 'chiave'

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Eran Segal ed Eran Elinav sono due ricercatori dell'Istituto Weizmann in Israele che, con il loro lavoro, hanno rivoluzionato ciò che si sa sul cibo e sulla corretta alimentazione. I loro studi dimostrano che gli individui reagiscono in maniera differente agli stessi alimenti, così ciò che può risultare salutare per qualcuno, può essere dannoso per qualcun altro. Secondo i due scienziati è importante monitorare gli effetti degli alimenti sul nostro organismo attraverso la misurazione dei livelli di zuccheri nel sangue, sia per praticare una dieta sana, sia per prevenire malattie non trasmissibili quali diabete e obesità.

"Il principio fondamentale su cui si basa la dieta su misura - dichiara Eran Elinav, ricercatore e autore del libro 'La dieta su misura' - è che siamo tutti diversi e che quindi non esista una dieta che vada bene per tutti. Dobbiamo attuare una dieta personalizzata. Per metterla in pratica ci sono diversi modi - continua - quello più pratico, che viene descritto nel mio libro, si basa su tutte una serie di misurazioni relative ai diversi componenti della normale dieta seguita dalla persona; sulla base di queste misurazioni sarà poi possibile attuare anche dei piccoli cambiamenti per rendere la dieta più sana e più adatta alla singola persona".

Tra le misurazioni che consiglia il ricercatore, c'è sicuramente l'uso del glucometro, uno strumento di facile utilizzo capace di riconoscere i picchi glicemici derivanti dagli alimenti che ingeriamo. Dopotutto, più si alza la glicemia più è favorito l'aumento di peso e la sensazione di fame. I partecipanti alla ricerca firmata dagli studiosi hanno infatti evidenziato reazioni molto diverse rispetto agli stessi cibi, a volte addirittura opposte.

"Abbiamo avuto delle grosse sorprese - continua Elinav - alcune persone reagivano in maniera inaspettata ai pomodori, altre invece non avevano un picco glicemico mangiando il gelato, come ci saremmo aspettati. Io per esempio - racconta - ho una risposta molto forte al pane, ma il dato può variare per un'altra persona. Insomma, dagli studi sono emersi risultati sorprendenti che non si sarebbero potuti immaginare senza attuare delle misurazioni puntuali. 'La dieta su misura' - continua Elinav - spiega al lettore le basi scientifiche della scoperta, offre gli strumenti per organizzare una dieta e uno stile di vita personalizzati e lo accompagna in un percorso che consente di perdere peso, migliorare il proprio stato di salute e prevenire le malattie croniche, cibandosi solo di ciò che è più giusto per lui. Capendo come il corpo reagisce al cibo, con questo metodo è possibile calibrare la dieta per avere più energia, ridurre il rischio di ammalarsi e dimagrire".

Con le loro analisi gli scienziati israeliani hanno dimostrato che non esiste una dieta valida per tutti. Nasce così lo studio Caprii (Children Alimentary Personalized Research Italy Israel), il primo studio pilota internazionale condotto dal Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell'Università di Napoli Federico II, insieme allo Schneider Children's Medical Center e al Weizmann Institute of Science di Israele, con l'obiettivo di creare algoritmi utili a elaborare diete personalizzate nei bambini, ottenuti confrontando la dieta mediterranea con una dieta standard, presentato a Napoli, all'Università degli Studi Federico II.

"La dieta personalizzata - dichiara Annamaria Staiano del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, sezione di Pediatria presso l'Università Federico II, coautrice dello studio Caprii - è un'intuizione speciale che dimostra che lo stesso alimento produce effetti diversi in persone diverse. Gli effetti non dipendono solo dal cibo ma anche dalla persona che lo assume. Lo studio partirà a maggio e sarà condotto in parallelo in Italia e in Israele; in ogni nazione verranno coinvolti 50 bambini dai sei ai nove anni". Il coinvolgimento durerà 36 mesi, mentre la partecipazione di ciascun individuo durerà 14 giorni, durante i quali ciascun partecipante riceverà alimenti della dieta mediterranea e non. Sarà indagato soprattutto il momento della prima colazione.

"Siamo rimasti colpiti dal fatto che uno stesso alimento può avere un'assimilazione diversa da persona a persona - dichiara Francesco Paolo Fulci, presidente di Ferrero S.p.a., che ha mostrato alla platea come si usa il glucometro - sono risultati che possono fare giustizia rispetto al bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti sulla nutrizione, spesso privo di qualsiasi dato scientifico. Sono esperimenti condotti con il massimo rigore scientifico, mettendo al centro la persona e non l'alimento".

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