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Farmaci: Soi, bene Css su Avastin ma coinvolgere tutti i 7 mila oculisti

Piovella, ci sara' un boom di richieste di visita e trattamento, ospedali non ce la faranno

SANITÀ

Roma, 15 mag. (Adnkronos Salute) - "Il mio giudizio è positivo per la questione sostanziale. Non avevamo dubbi su quali sarebbero state le conclusioni del Consiglio superiore di sanità". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Piovella, presidente della Soi (Società oftalmologica italiana), commentando il parere del Css su sicurezza ed efficacia di Avastin e Lucentis nella maculopatia senile. "Ritengo però che gli esperti abbiano approfondito meglio la valutazione dei dati su sicurezza ed efficacia, rispetto al problema dell'accesso alle cure. Infatti a questo punto ci sarà un boom di richieste di visite e trattamenti nelle strutture ospedaliere: tutti i 7 mila oculisti, non solo i 2 mila che lavorano negli ospedali, devono essere coinvolti".

"Anche perché nel caso della maculopatia la diagnosi e terapia sono aspetti elementari. E i centri di eccellenza in oculistica non esistono. Il punto è - dice Piovella - che 100 mila pazienti non sono stati in grado di accedere alla terapia. Occorre una risposta coordinata". Quanto al frazionamento, che secondo il Css dovrà essere nelle farmacie ospedaliere che hanno i requisiti e che ne assicurino la distribuzione, "noi non abbiamo nessuna preclusione. In passato ci siamo sempre rivolti a farmacie specializzate, in grado di fornire un farmaco sicuro e monodose, con una scadenza di due mesi. Normalmente - dice Piovella - le farmacie ospedaliere non sono attrezzate per questo tipo di livello di procedura, nè sarebbero in grado di far fronte a tutte le prevedibili richieste". Infine, "mantenere questi farmaci in fascia H è una follia: si tratta di prestazioni ambulatoriali, e se non posso usare l'ospedale, perchè si tratterebbe di un ricovero improprio, non ha senso la fascia H". Insomma, occorrono alcuni aggiustamenti, "ma quella di oggi per i pazienti è una buona notizia".

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