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Per sanità italiana non solo 'cattive' notizie, in mail pazienti le storie positive 2015

SANITÀ
Per sanità italiana non solo 'cattive' notizie, in mail pazienti le storie positive 2015

Non solo casi di malasanità per il Servizio sanitario italiano nell'anno che si sta chiudendo. Accanto ai successi che hanno fatto più notizia, come la guarigione del medico italiano colpito da Ebola o il primo nato da eterologa in un ospedale pubblico, il 2015 racconta anche altre storie positive: vite salvate dai medici e dagli infermieri che ogni giorno lavorano negli ospedali italiani. Successi che fanno meno clamore di incidenti ed errori, ma che per chi ha li ha vissuti meritano una testimonianza. Sono decine infatti le mail, soprattutto dal Sud del Paese, arrivate all'Adnkronos Salute durante tutto l'anno appena trascorso.

Oltre ai ringraziamenti dei pazienti rivolti al personale medico, anche esempi virtuosi di Asl e ospedali che puntano a migliorare l'accoglienza e i servizi o a tagliare gli sprechi investendo sulle famose buone pratiche. Una delle mail arrivate è firmata da Antonio Longavita, medico di base di Campobasso, che ricoverato in fin di vita nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Potenza viene salvato dai colleghi. "Voglio ringraziare i medici del reparto di Rianimazione e di medicina d’urgenza - scrive Longavita - che con la loro opera estremamente competente mi hanno, il primo, salvato la vita e, il secondo, restituito la salute. Ricordo l’opera continua e silenziosa dello staff infermieristico che ha costantemente dimostrato, oltre ad una adeguata preparazione, anche una grande disponibilità nel rispondere di volta in volta alle esigenze che manifestavo, così rendendo quanto più sopportabile possibile la permanenza in reparto".

Altra vicenda di buona sanità, quella dei trapianti permessi dalla prima 'donatrice samaritana' in Italia. Una donna che, donando il proprio rene a uno sconosciuto senza avere nulla in cambio, ha fatto scattare una catena di donazioni della quale alla fine hanno beneficiato sei persone in attesa di un trapianto di rene, due al Niguarda di Milano e altrettanti a Pisa e Siena. Tutti pazienti che per incompatibilità non potevano ricevere l’organo da un familiare.

C'è poi la storia della signora Maria Scudo, affetta da una gravissima forma di recidiva di leiomiosarcoma uterino e ricoverata alla Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso, raccontata dal cognato in una lettera di ringraziamenti al personale della struttura: "In tanti, di fronte al caso difficilissimo, al limite della situazione disperata, di una giovane donna, afflitta da una malattia terribile - riporta la lettera - moglie e madre di due ragazzi, non hanno esitato un attimo a gettare il cuore oltre l’ostacolo, in uno slancio dettato più dal cuore che dai limiti dell’umana ragione; senza porre limiti temporali, non risparmiando né le energie personali, né le risorse di cui potevano disporre, avvicendandosi attorno alla paziente in un meraviglioso e perfettamente sincronizzato approccio multidisciplinare".

Un'altra testimonianza che racconta del valore dei medici e infermieri è quella arrivata in una mail non firmata. "Ho perso da pochi giorni mio fratello (F.E.) paziente ricoverato in seguito ad un complesso intervento chirurgico nella Rianimazione cardiologica dell'ospedale S.Carlo di Potenza - ricorda l'autore della mail - abbiamo avuto modo di apprezzare il lavoro svolto dal personale sanitario in servizio presso il suddetto reparto, il quale non solo si è sempre mostrato competente e sollecito nell’intervento professionale, ma anche empatico, disponibile a livello umano, chiaro ed efficace nella comunicazione con noi familiari, pronto ad alleviare con piccole attenzioni e gesti, il dolore del distacco fra noi parenti e il nostro congiunto".

Ci sono anche lettere aperte che i familiari di pazienti hanno inviato alle strutture che hanno preso in carico i propri cari: "La struttura Hospice di Solofra (Av) è un’oasi per i malati terminali assetati di pace e bisognosi di cure. Un vero sollievo per le famiglie che non possono reagire alla velocità con cui opera il male. La nostra esperienza - sottolineano i familiari di una paziente - è estremamente positiva: chiunque si trovi in situazioni insostenibili dovrebbe andare all’Hospice per dare sollievo al proprio familiare. Essere soli non lo aiuterà, l'Hospice garantisce un sostegno immediato, moltiplicando la quantità di affetto che il proprio familiare riceve".

Storie di 'buona' sanità, una boccata d'ossigeno in momenti di spending review per il Ssn, arrivano anche da iniziative e progetti di Asl e ospedali pubblici. Un esempio è l'Asl 11 di Empoli che a novembre scorso ha lanciato un corso per migliorare la gestione e la qualità dei servizi. 'Occhio allo spreco' è il titolo del corso di aggiornamento promosso dall'azienda, che ha approfondito i modelli organizzativi maggiormente utilizzati nell’ambito delle pubbliche amministrazioni per la lotta allo spreco e per il miglioramento continuo dei servizi nell’ottica del soddisfacimento dei bisogni dell’utente. In particolare, sono stati descritti lo 'European Foundation for Quality Management', il sistema di certificazione secondo la norma UNI EN ISO 9001 e i cicli rapidi di miglioramento.

La buona sanità guarda anche all'estero. La Toscana è da sempre una Regione con una forte immigrazione cinese, ecco che l'Aou Senese è la prima azienda sanitaria in Italia ad organizzare a settembre un corso di cinese gratuito per i dipendenti grazie alla collaborazione con l'Istituto Confucio di Pisa - Scuola Superiore Sant'Anna. La collaborazione tra l'Aou Senese e la Cina va avanti dal 2009 e, ad oggi, sono oltre 500 i medici cinesi che hanno fatto formazione alle Scotte e, prossimamente, anche i professionisti dell'ospedale saranno ospitati nei migliori centri della Cina per uno scambio di esperienze.

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