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Sempre più donne medico, ma per loro le culle non crescono

SANITÀ
Sempre più donne medico, ma per loro le culle non crescono

Aumentano in 10 anni i 'camici rosa' in Italia, ma non cresce di pari passo il numero delle dottoresse che decidono di diventare mamma. Se nel 2005 le iscritte all'Enpam in attività erano pari a 117.179, con 2.366 che avevano percepito l'indennità di maternità, nel 2014 le donne medico sono arrivate a quota 151.247, di cui 2.479 diventate mamme.

Insomma, le dottoresse sono aumentate di 34 mila unità, con appena 113 mamme in più. A fotografare il trend, con culle sempre più vuote anche in casa delle donne medico, è un'analisi realizzata per l'AdnKronos Salute dal Centro studi Enpam, l'ente di previdenza dei medici e odontoiatri, in occasione dell'8 marzo.

A percepire l'indennità di maternità sono donne in media di 35 anni e 6 mesi (contro i 35 anni tondi del 2005), che hanno diritto a questa somma anche in caso di aborto, adozione o affidamento. L'Enpam spenderà nel 2016 circa 27 milioni di euro per la maternità delle proprie iscritte. Che, sempre in base all'analisi, vanno in pensione a 65 anni.

"I dati dell'ultimo decennio, con la sostanziale stabilità delle richieste di indennità nonostante il numero di iscritte sia aumentato, ci dicono che le tutele pensate in passato non sono più sufficienti - commenta Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam - Proprio per questa ragione stupisce l'opposizione dei ministeri vigilanti alle proposte di maggiore attenzione per le future mamme che abbiamo presentato, introducendo anche voucher pensati per le spese di babysitting e asili nido. E stupisce ancora di più - continua - il fatto che, mentre il Governo annuncia aperture sul welfare dei lavoratori autonomi, vengano negate ai nostri iscritti migliori tutele, nonostante i conti in ordine dell'Enpam potrebbero consentirci di proseguire sulla strada avviata nel settore dell'assistenza con il nostro progetto Quadrifoglio".

Il progetto Quadrifoglio raccoglie le linee guida del nuovo welfare pensato da Enpam per i propri iscritti, imperniato sulle quattro aree di credito agevolato, previdenza complementare, coperture assicurative e assistenza sanitaria integrativa. In particolare:

1) E' stata introdotta dallo scorso anno la possibilità di accedere a mutui per l'acquisto di prima casa a tassi agevolati (in questi giorni è possibile partecipare al bando 2016 che stanzia 100 milioni di euro);

2) L'iscrizione al fondo della categoria FondoSanità è gratuita per gli under 35;

3) Fino al prossimo 31 marzo è possibile aderire ai piani sanitari proposti da SaluteMia, che permettono tra l'altro di detrarre i contributi associativi al 19%.

L'Enpam dunque spenderà quest'anno circa 27 milioni di euro per la maternità delle proprie iscritte. Ma vorrebbe aumentare ulteriormente le tutele per la maternità. I ministeri vigilanti, però, hanno bocciato la delibera con cui si proponeva questo incremento.

Se l'avessero approvata, dicono dall'ente di previdenza dei medici e odontoiatri, "sarebbe aumentata l'indennità minima di maternità, sarebbero stati equiparati i benefici in caso di adozione nazionale e internazionale, sarebbe stata introdotta una tutela specifica per la gravidanza a rischio (che non sarebbe stata più trattata alla stregua di una malattia), sarebbe stata data la possibilità di compensare con versamenti volontari il buco contributivo creato durante la maternità, e sarebbero stati introdotti voucher per il pagamento di babysitter e asili nido". Un modo per semplificare la vita delle mamme con il camice bianco.

Le obiezioni dei ministeri, spiegano dall'Enpam, non hanno riguardato la sostenibilità. "Ci sono state date motivazioni puramente formali", come per esempio il contrasto tra la proposta di incremento dell'indennità minima e la legge nazionale, che prevede la possibilità di incrementare esclusivamente l'indennità massima di maternità.

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