Meningite, due studentesse uccise da ceppi batterici 'correlati'

Alessandra Covezzi e Flavia Roncalli, le due studentesse dell'università Statale di Milano, stroncate dalla meningite (la prima a luglio scorso e la seconda a fine novembre), sono state uccise da "ceppi di meningococco C strettamente correlati". E' l'aggiornamento comunicato dall'Ats della città metropolitana di Milano, in accordo con la Direzione generale Welfare della Regione Lombardia.

Dall'analisi richiesta dopo la morte di Flavia "ed eseguita dall'Istituto superiore di sanità sul materiale biologico disponibile - precisa l'Agenzia di tutela della salute in una nota - non è possibile determinare con certezza l'identità genetica con il ceppo di meningococco del caso segnalato a luglio scorso" che ha colpito Alessandra, studentessa della stessa facoltà universitaria. "Tuttavia, i due casi sono stati determinati da ceppi di meningococco C strettamente correlati", ribadisce l'Ats che precisa anche che "non si evince, dalle analisi finora eseguite, una correlazione con i ceppi di meningococco responsabili del focolaio di casi di malattia invasiva da meningococco in Toscana".

Il genotipo implicato, prosegue l'Ats, "è noto sia in Italia che in Europa come frequente causa di malattia da meningococco di sierogruppo C, caratterizzato da elevata mortalità". L'Ats della città metropolitana di Milano ricorda che sono "già stati attuati tutti gli interventi di profilassi mirati alla prevenzione del rischio di contagio nelle persone venute a contatto con la ragazza e l'offerta già programmata della vaccinazione antimeningococco agli studenti e operatori che sono stati individuati come contatti stretti è una misura che già teneva conto del possibile collegamento tra i due casi". Gli esperti ribadiscono che "dai dati epidemiologici non esiste una situazione di emergenza. Ulteriori eventuali misure saranno oggetto di approfondimento e di valutazione congiuntamente con la Direzione generale Welfare".