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Influenza, boom di contagi. Lunghe attese al Pronto Soccorso

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Influenza, boom di contagi. Lunghe attese al Pronto Soccorso

(Fotogramma)

L'influenza che ha cominciato la sua impennata in anticipo sta mettendo a dura prova la tenuta dei Pronto Soccorso nelle metropoli e in generale in diverse città del Nord Italia. In Lombardia aree di emergenza-urgenza sotto stress a Milano come a Como, dove l'Asst Lariana segnala "una condizione di grave iperafflusso anche oggi nei due Pronto Soccorso, al Sant'Anna di San Fermo e al Sant'Antonio Abate di Cantù". Stessa situazione anche a Milano dove - secondo i dati disponibili attraverso un'App che monitora gli indici di affollamento nei pronto soccorso cittadini - si registrano lunghe attese per i codici minori. Nel pomeriggio di oggi in alcune strutture, soprattutto periferiche e della provincia, si superavano le 5 ore per i codici verdi. E nei prossimi giorni dall'Asst Lariana avvertono che si potrà attendere anche 12 ore per codici minori nel ponte dell'Epifania.

A Milano anche in centro la situazione è più difficile del solito. Da un lato risultano in aumento i casi più gravi - codici rossi e gialli - ma dall'altro si registra un maggiore afflusso anche di pazienti con problematiche più lievi, soprattutto in questo periodo festivo. Al Pronto Soccorso del Policlinico di Milano "abbiamo avuto un aumento di circa il 15-20% negli accessi e di circa il 20% per i codici rossi e gialli rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - spiega all'AdnKronos Salute il direttore medico di presidio Basilio Tiso -. Come città stiamo reagendo complessivamente bene, anche se i casi più leggeri in questi giorni aspettano di più e le degenze mediche sono affollate". Una delle molle per l'aumento di casi osservato, spiega l'esperto, è che l'influenza ha cominciato a intensificarsi "in anticipo rispetto a quanto avviene di solito. E sembra particolarmente aggressiva e tendenzialmente più prolungata nel tempo, qualche giorno in più del solito".

Il risultato è che "stiamo vedendo casi più difficili. Tanti codici gialli e rossi, insufficienze respiratorie acute e problemi polmonari direttamente o indirettamente riconducibili a sindromi influenzali, in pazienti anziani o con problemi respiratori pregressi come Bpco (broncopneumopatia cronico ostruttiva) e che si aggravano", evidenzia Tiso. In questi giorni diverse grandi strutture milanesi sono sotto stress. E gli esperti auspicano una maggiore attenzione alla vaccinazione anti-influenza. Soprattutto per gli anziani che, se colpiti, corrono il rischio comunque di dover fare i conti per mesi con fastidiose sequele. "Un polmone di una certa età che riceve una sberla è più vulnerabile nei mesi successivi. La vaccinazione servirebbe", conferma Tiso.

Quanto al territorio della Asst Lariana, dalla mezzanotte alle 16 di oggi nella struttura di via Ravona sono state accettate 165 persone (7 rossi, 34 gialli e il resto codici verdi e bianchi) - la media giornaliera è solitamente di 180 accesi - e sono 32 le persone ancora da ricoverare, mentre in quella di via Domea - la media giornaliera è di 75 accessi - sono stati 60 (9 gialli, il resto verdi) e sono 6 le persone da ricoverare in reparto". Per affrontare il prossimo ponte dell'Epifania, la direzione ha organizzato una riunione per domani, giovedì 5 gennaio. Per fronteggiare il sovraffollamento delle strutture, "nei giorni scorsi si è lavorato per organizzare i ricoveri dei pazienti di area medica - la maggior parte di quelli che stanno arrivando in questo periodo in cui è presente il virus dell'influenza - anche nelle rispettive degenze chirurgiche, in modo da recuperare altri posti letto".

Inoltre sono state recuperate le lettighe disponibile nelle sale operatorie o dai reparti; al Sant'Antonio Abate sono stati riaperti 4 posti letto della Riabilitazione Respiratoria, che sarebbero dovuti restare chiuso fino la 9/1, e sono stati aperti 2 posti letto in area subacuti oltre agli 8 già utilizzati. "I pazienti che al Triage saranno accettati con un codice "minore" (verde, azzurro o bianco) avranno un'attesa per la presa in carico di almeno 12 ore e di rivolgersi prima di accedere alle strutture di Pronto Soccorso al medico di medicina generale, al pediatra di famiglia o al servizio di Guardia Medica", avverte la Asst.

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