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L'Ieo tira dritto: no dei soci alla vendita a Humanitas e Gruppo San Donato

SANITÀ
L'Ieo tira dritto: no dei soci alla vendita a Humanitas e Gruppo San Donato

(foto Fotogramma)

No all'offerta di acquisizione di Ieo e Monzino avanzata da Humanitas e Gruppo ospedaliero San Donato, con un invito al Consiglio di amministrazione a "non procedere ad attività volte a dar corso al processo delineato nella proposta" dei candidati acquirenti e a "non concedere, ove richiesto, il gradimento previsto dall'articolo 9 dello Statuto (che regola il trasferimento delle quote a non soci)". L'assemblea dei soci di Ieo e Monzino 'blinda' l'indipendenza del gruppo e almeno al momento sbarra la strada a nuovi ingressi nella compagine azionaria.

E' questo l'esito della riunione di oggi a Milano, durante la quale è stata valutata "l'offerta non vincolante pervenuta in data 19 gennaio da parte dei Gruppi Humanitas e Policlinico San Donato per l'acquisto della società e della controllata Centro cardiologico Monzino - si legge nel verbale di fine incontro - e la successiva comunicazione del 3 marzo scorso" inviata dai gruppi guidati da Gianfelice Rocca e Paolo Rotelli, in cui si chiedeva di valutare la possibilità di un'acquisizione non totalitaria, e si esprimeva la disponibilità a far valutare il proprio progetto e la propria attività scientifica, e a reinvestire in ricerca la maggior parte degli utili Ieo.

Viene poi prospettata la strada dell'advisor internazionale. L'assemblea dei soci ha infatti deliberato a maggioranza "di invitare il Consiglio di amministrazione a svolgere in piena autonomia, con l'ausilio di primari consulenti internazionali nel campo della medicina oncologica e cardiologica, un'analisi circa il posizionamento dell'Ieo e del Monzino rispetto ai principali cancer e cardiovascular center internazionali, individuando altresì le eventuali azioni da intraprendere per assicurare nel tempo lo sviluppo e la continuità dell'eccellenza del gruppo, valorizzando al meglio le proprie risorse medico-scientifiche. E di non dare seguito, considerandole superate alla luce di quanto sopra, all'offerta non vincolante di acquisto dell'Istituto europeo di oncologia e della controllata Centro cardiologico Monzino formulata da Humanitas e Policlinico San Donato e alla loro successiva comunicazione del 3 marzo scorso".

Alla luce di tutto questo, si è deciso di dare "conseguentemente mandato al presidente e all'amministratore delegato", Carlo Buora e Mauro Melis, "di comunicare la decisione" a Humanitas e Gruppo ospedaliero San Donato.

"Mediobanca ha fatto una proposta ed è stata approvata". Prevede di "approfondire il perfezionamento del modello Ieo-Monzino, ricorrendo a un advisor internazionale che dica se è adeguata l'impostazione dei due istituti, e di chiudere questa ipotesi di cessione", ha spiegato Gualtiero Brugger, consigliere di amministrazione del gruppo Ieo e presidente di Ics Maugeri, socio Ieo. Di fatto, quindi, "è stato un no all'offerta con una maggioranza risicata, tra il 51% e il 52%". La proposta, chiarisce Brugger, "è quella di un'eventuale riformulazione degli indirizzi che sono attualmente seguiti, incoraggiando il Cda dell'Ieo attraverso un advisor alla messa a punto e verifica dei modelli dei due istituti, e di considerare esaurita questa fase". No quindi all'ingresso di nuovi soci? "Al momento no - risponde - Allo stato c'era una proposta che al momento non è stata considerata interessante".

A quanto si apprende sul tavolo dell'assemblea dei soci c'è stata anche una proposta di UniCredit. Anche in questo caso la linea era quella di individuare un advisor internazionale per un'analisi sull'impostazione dei due Irccs, soprassedendo per ora sull'offerta di Humanitas-Gsd. Proposta che, tuttavia, non è arrivata al voto perché è stata approvata quella di Mediobanca.

Sulla linea passata in assemblea si è espresso Roberto Orecchia, direttore scientifico dell'Ieo. "Mi sembra una proposta di grande interesse. Ci sta dopo 23 anni. Bisogna progettare un istituto. Io personalmente sono soddisfatto. Poter ridisegnare" il futuro dell'Ieo "per i prossimi 10-15-20 anni è una grande opportunità. Siamo contenti di poterlo fare in autonomia", sottolinea. "Ora possiamo lavorare tranquilli. Gli ultimi 40 giorni sono stati un po' pesanti, complessivamente".

In serata è arrivato anche il commento degli aspiranti acquirenti. "Siamo dispiaciuti per la decisione presa oggi dall'assemblea dei soci del gruppo Ieo-Monzino. Continuiamo a credere in questo progetto che ha l'obiettivo di creare due poli di eccellenza nell'oncologia e nel cardiovascolare, in grado di competere su clinica e ricerca a livello internazionale, per unire le forze e offrire ai pazienti le cure migliori", hanno sottolineato Humanitas e Gruppo ospedaliero San Donato esprimendo così la delusione per l'esito dell'assemblea dei soci Ieo. "La nostra volontà - hanno precisato - era di investire per valorizzare un'eccellenza come il gruppo Ieo-Monzino, preservandone l'identità e l'autonomia, in continuità con lo spirito dei fondatori. Il nostro progetto avrebbe consentito di rafforzare ulteriormente la posizione di Milano e del Paese all’interno del panorama scientifico internazionale, nell’interesse dei pazienti, dei medici e dei ricercatori. Rimaniamo convinti che, in uno scenario come quello attuale, sia necessario avere una visione globale, una strategia comune, per favorire investimenti nella ricerca e nell'innovazione clinica, ma anche grandi dimensioni che consentano di perseguirla". Per questo, concludono, "continueremo a investire per portare avanti il nostro impegno nella ricerca e far diventare Milano sempre più un punto di riferimento internazionale nell'ambito delle scienze della vita".

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