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Finte vaccinazioni a Treviso, l'accusata si difende

SANITÀ
Finte vaccinazioni a Treviso, l'accusata si difende

(Xinhua)

"Non so spiegarmi perché tutti quei bambini non risultino vaccinati, ma io so di aver somministrato il farmaco rispettando tutte le procedure". Così l'assistente sanitaria Emanuela Petrillo ha spiegato al suo avvocato Paolo Salandin la sua posizione sulla vicenda dei presunti vaccini non fatti ai bambini a Treviso e Codroipo (Udine).

"I bimbi non vaccinati? Un'anomalia che non so spiegarmi - spiega in un'intervista a 'Il Gazzettino' -. So però per certo che può bastare uno sbalzo di temperatura per far perdere efficacia a un vaccino, ma ci possono essere altre concause". E l'assistente sanitaria rilancia, respingendo tutte le accuse: "Io sono sempre stata e sono favorevole alle vaccinazioni. Dovrebbero spiegarmi perché e con quali criteri avrei scelto i bambini da vaccinare rispetto a quelli da non vaccinare. Vivo dentro un incubo. Ho sempre somministrato in modo adeguato i vaccini perché li ritengo utili. Anzi indispensabili. Vittima di un complotto? Lo escludo".

"Io sono innocente. Certo che sono preoccupata - aggiunge -. Sarei una pazza a non esserlo, ma ho la coscienza a posto. So di aver sempre fatto il mio dovere durante le vaccinazioni". E conclude: "Confido che presto la verità possa emergere per farmi riprendere la mia vita in modo normale e senza paura".

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