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Milano, tenta di strappare neonata alla mamma: arrestata donna

SANITÀ
Milano, tenta di strappare neonata alla mamma: arrestata donna

Una donna tenta di sottrarre una neonata alla madre, ma la vigilanza dell'ospedale riesce a bloccarla. E' successo nel primo pomeriggio alla clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, una delle 'culle' più prolifiche della metropoli.

La donna è stata poi arrestata dai carabinieri del Nucleo Investigativo e del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Milano. Sposata e residente a Mediglia, è accusata di sequestro di persona e di sottrazione di persona incapace. È stata condotta a San Vittore, dove rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria.

La donna, di origini sudamericane, durante l'orario di visita del Puerperio ha cercato di strappare alla mamma una bimba di 10 giorni che era in attesa di dimissione. Un tentativo che è stato fermato sul nascere, con l'intervento in reparto della vigilanza allertata dal personale sanitario.

L'episodio, precisano dall'ospedale, non ha avuto alcuna conseguenza né per la piccola né per la mamma che hanno potuto far ritorno a casa come previsto, nonostante questa disavventura.

Dopo che la donna è stata bloccata, sono intervenuti polizia e carabinieri che si stanno ora occupando del caso. A quanto si apprende, la piccola era nella culla accanto al letto della mamma quando la donna si è avvicinata, l'ha presa in braccio e ha cercato di allontanarsi, subito fermata dal personale. Prima di essere portata via dalle forze dell'ordine, è stata sottoposta a perizia psichiatrica, che però non avrebbe rilevato ipotesi di patologie.

"Da quello che posso ricordare io, negli ultimi 15-20 anni non era mai successa una cosa del genere", commenta all'AdnKronos Salute Basilio Tiso, direttore medico di Presidio del Policlinico di Milano. La donna, racconta, "ha approfittato del momento di maggior affluenza", l'orario delle visite. In Mangiagalli, spiega, "abbiamo un piano dedicato ai neonati patologici, e uno dedicato a quelli fisiologici dove abbiamo circa 90 bambini. Qui durante l'orario delle visite c'è davvero tantissima gente", un via vai di parenti e amici delle neo mamme ricoverate in attesa di essere dimesse dopo il parto, solitamente nel giro di 3-4 giorni.

E proprio fra i visitatori "oggi si è intrufolata questa donna. E' entrata nella stanza, ha preso la neonata dalla culla e ha detto alla madre 'guardi, c'è bisogno di farle delle visite'. La mamma, anche lei straniera, si è insospettita e ha chiesto aiuto. Così è accorsa un'ostetrica che ha rincorso la donna e l'ha fermata all'inizio delle scale, aiutata anche dai parenti di altri neonati e da una collega. Sono stati momenti di tensione, perché i genitori e le altre persone indignate per l'accaduto a un certo punto l'avrebbero linciata se non l'avessimo protetta. Nel frattempo erano arrivate pure le forze dell'ordine", oltre ai vigilanti della struttura sanitaria.

L'orario delle visite "è l'unico momento in cui le porte del reparto restano aperte per fare entrare e uscire la gente", spiega Tiso. E il lieto fine dell'episodio di oggi "dimostra che il sistema di sicurezza regge, ha funzionato. Abbiamo un sistema integrato, dalla videosorveglianza alla portineria, dai vigilantes ai braccialetti che identificano ogni neonato, fino a un sistema d'allarme che in questo caso non è scattato perché la donna non è nemmeno uscita dalla struttura", precisa Tiso. "Purtroppo - conclude - sono cose che possono capitare tra migliaia di persone che frequentano l'ospedale. Del resto la Mangiagalli viaggia al ritmo di 15-18 parti in media al giorno. Insieme al Sant'Anna di Torino, è l'ospedale in cui nascono più bambini in Italia. Il fatto che ci sia così tanta gente, però, dall'altro lato aiuta perché, come abbiamo potuto vedere, ci si accorge subito di eventuali anomalie".

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