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Malaria, 12 centri di eccellenza nel nuovo programma di ricerca

SANITÀ
Malaria, 12 centri di eccellenza nel nuovo programma di ricerca

Inmi Lazzaro Spallanzani

Una malattia insidiosa, "specie in un bambino se la diagnosi non è stata immediata". Per Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Inmi Lazzaro Spallanzani, la malaria che ha ucciso una bimba di 4 anni a Brescia rimane una delle infezioni più gravi per i viaggiatori in paesi tropicali e per i rarissimi casi autoctoni. "Proprio per migliorare il livello di gestione della malaria grave e complicata - dice Ippolito all'Adnkronos Salute - a settembre si terrà un incontro del programma nazionale per la gestione della malaria grave in Italia" che coinvolgerà 12 centri italiani. L'appuntamento è il 25 e 26 settembre a Roma allo Spallanzani, per la prima riunione di un programma di ricerca del ministero della Salute, fanno sapere dall'ospedale.

Nei prossimi 3 anni parteciperanno al programma, appunto, 12 centri di malattie infettive italiani ospedalieri e universitari del Nord (Sacco di Milano, Amedeo di Savoia di Torino, Opera Don Calabria di Negrar, Spedali Civili di Brescia e Sant’Orsola di Bologna), Centro (Careggi di Firenze, Spallanzani, Policlinico Umberto e Gemelli di Roma) e Sud Italia (Cotugno di Napoli, Policlinico di Bari, Garibaldi di Catania). Verranno registrati i casi di malaria grave ricoverati nei suddetti centri, il tipo di trattamento utilizzato, l’andamento clinico e il risultato finale in termini di sopravvivenza, complicanze ed eventuale ricovero in terapia intensiva.

Verranno inoltre registrati eventuali eventi avversi e monitorati con tecniche innovative, anche in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, parametri immunologici e parassitologici per individuare fattori associati o meno a un migliore andamento clinico della malaria e monitorare i livelli di resistenza a farmaci antimalarici. Tutto questo per contribuire a ridurre la letalità della malaria grave, controllare il rischio di insufficienza d’organo (neurologica, epatica, renale e respiratoria) e uniformare l’approccio al paziente con malaria nel Paese.

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