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Vaccini, il Veneto ci ripensa: sospesa moratoria

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Vaccini, il Veneto ci ripensa: sospesa moratoria

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Il Veneto sospende temporaneamente la moratoria sull'applicazione della legge vaccini e chiede che venga portato al Consiglio di Stato il quesito sollevato riguardo ai tempi di applicazione per le iscrizioni dei non vaccinati da 0 a 6 anni negli asili nido e scuole di infanzia. La notizia appare nella pagina pubblica di Facebook del presidente del governatore Luca Zaia, il quale spiega di aver ricevuto una lettera del direttore generale della Sanità regionale, Domenico Mantoan, che comunica la sospensione della moratoria pur ribadendo "l'interpretazione" data dal Veneto. La parola ora passa dunque al Consiglio di Stato.

Zaia rileva che Mantoan gli ha scritto una lettera nella quale "conferma la sua posizione" riguardo all'interpretazione della legge sul fronte della possibilità "di fare una moratoria fino al 2019 per i bambini dai 0 ai 6 anni già iscritti agli asili o scuole d'infanzia privi di vaccinazione, interpretazione non condivisa dal ministero".

"Mi ha comunicato - rileva Zaia - di sospendere temporaneamente con decisione autonoma, come peraltro avvenuto nella formulazione del decreto; di confermare l'interpretazione autentica della legge e di chiedere che l'amministrazione regionale si possa attivare per un parere autorevole rispetto a questo contenzioso. Pertanto - sottolinea il governatore - alla comunicazione fatta da Mantoan sulla sospensione confermo che chiediamo che venga inoltrato il quesito direttamente al Consiglio di Stato, istituzione deputata a dare una interpretazione autentica per Regione e ministero del testo di legge".

"Risultano imbarazzanti le polemiche alle quali abbiamo assistito - commenta poi Zaia -. Il Veneto ha sempre confermato la sua posizione a favore dei vaccini e a difesa del suo modello, unico in Italia, che si basa sulla non obbligatorietà e il dialogo con le famiglie". Un modello "condiviso da altri 15 Paesi europei, tra i quali Germania, Spagna e Gran Bretagna. Inoltre ricordo - evidenzia il governatore - che proprio noi come Regione Veneto in tempi non sospetti, nel novembre 2016, abbiamo approvato un provvedimento per la scuola per i bimbi da 0 a 6 anni, che impone che in ogni classe ci sia almeno il 95% dei bambini vaccinati. Le polemiche alle quali abbiamo assistito sono alimentate da una scarsa conoscenza del tema".

"Voglio inoltre ricordare - prosegue Zaia - che i bimbi da 0 a 6 anni già iscritti e privi di vaccinazione, in virtù delle direttive ministeriali a supporto della legge, per il tramite dell'istituto dell'autocertificazione potranno comunque essere ammessi agli asili nido e scuole d'infanzia. E' la dimostrazione che tutte le dichiarazioni fatte da molte persone erano prive di una conoscenza delle norme".

"Ricordo, sempre a quelli che ci hanno dato degli untori - conclude il presidente veneto - che i ragazzi dai 6 ai 16 anni interessati dalla scuola dell'obbligo in base a questa legge devono frequentare anche se privi di vaccinazione, perché a loro è garantito l'obbligo scolastico. Un'altra dimostrazione che molti prima di parlare dovrebbero stare zitti".

LORENZIN - "Apprendiamo con soddisfazione la decisione del Veneto di allinearsi alla normativa nazionale" ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

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