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Chikungunya ad Anzio, stop donazioni sangue

SANITÀ
Chikungunya ad Anzio, stop donazioni sangue

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Paura ad Anzio, cittadina in provincia di Roma, dove si sono verificati diversi casi confermati di Chikungunya, dall'inizio di agosto. Per contenere la diffusione di questa malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette, e prevenire la trasmissione attraverso trasfusioni, il Centro nazionale sangue raccomanda di sospendere in via cautelativa dalla donazione i residenti nel Comune di Anzio, ma anche in altre aree regionali in caso in cui emergano all'anamnesi dei donatori sintomi riconducibili a quest'infezione autoctona.

Chikugunya, Iss: "Basso rischio diffusione"

Per 28 giorni non potranno donare il sangue anche quanti hanno soggiornato, seppur per poche ore, nel Comune di Anzio dal primo agosto, afferma il Centro Nazionale Sangue (Cns) nella segnalazione inviata alla Struttura di coordinamento per le attività trasfusionali della Regione Lazio e pubblicata sul sito dell'Avis nazionale.

Cos'è e come si prende

A livello nazionale, per il Cns è "necessario che in tutti i Servizi trasfusionali e le Unità di raccolta sia rafforzata l'indagine anamnestica di selezione" dei donatori, accertando se hanno soggiornato, anche per poche ore, ad Anzio dal primo agosto. In caso di anamnesi positiva, "si dispone l'applicazione del provvedimento di esclusione temporanea dalla donazione di sangue ed emocomponenti per 28 giorni", seguito "dalla riammissione solo previa dichiarazione dell'assenza di sintomi" riferibili alla Chikungunya nei 28 giorni considerati. I sintomi sono simil-influenzali: febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie - da cui deriva il nome Chikungunya, che in lingua swahili significa "ciò che curva" o "contorce" - tali da limitare molto i movimenti dei pazienti. Tali provvedimenti rimangono in vigore fino a nuova comunicazione del Centro nazionale sangue. In provincia di Viterbo, invece, è stato segnalato un caso, nell'uomo, di virus del Nilo occidentale. In Italia "possiamo comunque contare su medici e veterinari molto bravi, capaci di associare i sintomi alla patologia, sia per quanto riguarda la Chikungunya che il West Nile virus", afferma Florio Ghinelli, direttore sanitario di Avis provinciale Ferrara e infettivologo.

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