Ema, Lorenzin: "Spero che Milano la sfanghi"

"Stiamo facendo una grande pubblicità di Milano", candidata a ospitare la nuova sede dell'Agenzia europea del farmaco Ema, prossima a lasciare Londra dopo la Brexit. "Ma stiamo facendo soprattutto trattative a tutto spiano con gli altri Paesi e io spero che Milano la sfanghi. L'Italia ce la sta mettendo tutta, le chance le abbiamo. La competizione è durissima, ma siamo in partita". Ad assicurarlo è il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ieri a margine del suo primo intervento della giornata a Palazzo Lombardia, in occasione di un evento collaterale al G7 Salute, un incontro sull'invecchiamento attivo organizzato dall'Istituto neurologico Besta.

La metropoli ospita il vertice dei ministri della Salute dei Paesi del G7 fra i quali ci sono anche Francia e Germania, che nell'iter di votazione per la decisione finale dell'Ue sulla nuova sede Ema - attesa per il 20 novembre - avranno voce in capitolo al di là delle rispettive candidature. Il G7 diventa quindi vetrina per la città e occasione di confronto, come conferma il ministro.

"Certo ne parleremo - spiega Lorenzin - ma non vi dico i termini, altrimenti sarei una pessima giocatrice della trattativa. È evidente che la Germania ha la sua candidatura, ma noi stiamo cercando di convincere. Sulla bontà tecnica di Milano chi può fare obiezioni? Milano ha tutte le carte per ospitare Ema, lo ha dimostrato in tutto il vaglio di questi ultimi mesi. Ora è una decisione politica e sono in gioco tanti altri fattori".

ASSOBIOMEDICA - "La candidatura di Milano per il trasferimento dell’Agenzia europea del farmaco è un’opportunità importante per il nostro Paese e per l’intera filiera della salute. Milano con Ema e Human Technopole ha tutte le caratteristiche per diventare il polo europeo della ricerca medico-scientifica e della salute" sostiene Massimiliano Boggetti, presidente di Assobiomedica.

"Oggi - ha aggiunto - la medicina sta vivendo una rivoluzione che con le 4P (preventiva, predittiva, personalizzata, partecipativa) può cambiare radicalmente i sistemi sanitari, dove farmaco e dispositivi medici saranno ancora più interconnessi tra di loro in un’ottica di personalizzazione e prevenzione del percorso di salute. Creare un hub di eccellenza nelle life science in Italia significa dare uno slancio allo sviluppo dell’innovazione e della ricerca".

"Ci auguriamo - ha detto Boggetti - che anche l’emendamento contenuto nella manovra per agevolare i ricercatori italiani e inserirli in un circuito internazionale virtuoso sia concepito nell’ottica di valorizzare la ricerca in Italia e prepararci a rendere il nostro Paese più competitivo. Non dobbiamo dimenticare che, oltre ai ricercatori, abbiamo una comunità medico-scientifica di eccellenza che può dare un importante contributo per lo sviluppo della medicina moderna e per il suo trasferimento tecnologico".