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Advisor Ieo-Monzino, avanti con no profit e indipendenza

SANITÀ
Advisor Ieo-Monzino, avanti con no profit e indipendenza

(Fotogramma)

Indipendenti, monotematici, con una missione no profit. L'Istituto europeo di oncologia e il Centro cardiologico Monzino di Milano devono andare avanti così, sulla strada scelta dall'oncologo Umberto Veronesi, per assicurarsi un futuro di successo e competitivo con i principali protagonisti mondiali della lotta a tumori e malattie del cuore. E' la conclusione dei 5 super esperti internazionali chiamati a valutare il modello Ieo-Monzino, dopo il no alla proposta di acquisizione avanzata dai gruppi Humanitas e San Donato, espresso a marzo dall'assemblea dei soci.

"I revisori - si legge nella sintesi (una parte dei contenuti del rapporto complessivo) presentata nell'ultima riunione del Consiglio di amministrazione del gruppo, che l'AdnKronos Salute ha potuto visionare - hanno convenuto che ci sono alcuni elementi chiave per il successo di entrambi gli istituti: indipendenza, monotematicità, missione not-for-profit". Grazie a queste caratteristiche "il futuro di Ieo e Monzino appare molto promettente", anche visti "gli importanti programmi di ricerca e i progetti con prospettive significative per essere leader a livello mondiale", osserva l'Advisory board composto da Peter Boyle (presidente dell'International Prevention Research Institute di Lione), Michael Baumann (chairman e direttore scientifico del German Cancer Research Center-Dkfz), Thomas Tursz (direttore generale onorario dell'Institut Gustave-Roussy di Villejuif nei pressi di Parigi), Gad Keren (capo del Dipartimento di cardiologia e direttore scientifico del Tel Aviv Medical Center) e Andre Terzic (Mayo Clinic).

Proprio quell'indipendenza e quel modello no profit difesi dai soci contrari alla vendita vengono giudicati punti chiave dal panel. In particolare, "il successo dell'Ieo non sarebbe stato possibile se l'istituto non fosse stato indipendente e non avesse potuto avvantaggiarsi della flessibilità adatta a reagire velocemente a nuove scoperte e metodologie". Per questo "il mantenimento dell'Ieo come entità indipendente, focalizzato unicamente sull'oncologia con l'attuale approccio no profit, sarà cruciale per proseguire sulla via del successo".

Le valutazioni sono state redatte dopo una serie di sopralluoghi avvenuti tra luglio e ottobre. L'analisi parte dal posizionamento attuale dei due Irccs milanesi nei ranking mondiali di settore. "Su 824 istituti nel mondo, l'Ieo si classifica 66esimo e al primo posto fra i centri oncologici europei". Quanto al Monzino, "pur non essendo disponibili ranking internazionali ufficiali", l'istituto viene definito dagli esperti "paragonabile" a strutture del calibro del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, dell'Albert Einstein College of Medicine di New York e della New York University.

Il rapporto passa poi alle 'pagelle' dei singoli Irccs. Per primo l'Ieo: l'Advisory board si dice "entusiasta dell'investimento in corso. La costruzione di un nuovo edificio è incoraggiante. La decisione di investire sulla protonterapia è stata lungimirante". In Istituto, secondo gli esperti, si è creata "una situazione unica per un centro oncologico", di avere cioè "un livello di expertise e anche una ricchezza di risorse in termini clinici e di pazienti", tali da poter "sviluppare rapidamente nuovi farmaci". Al Monzino, invece, viene riconosciuto un "portafoglio di ricerca eccezionale e focalizzato sul paziente, che integra e migliora l'eccellenza clinica, ed è molto appropriato considerate la dimensione e la missione dell'istituto. Il centro offre l'intera gamma di moderni trattamenti per le malattie cardiovascolari, con eccellenti risultati clinici. Attraverso le sue attività educazionali e di ricerca, compresa la stesura di linee guida", rappresenta un 'faro' "non solo in Italia ma a livello internazionale".

Ruolo di leadership che viene attribuito a entrambi, come in entrambi i centri il panel rileva una buona atmosfera, spirito di collaborazione, visione condivisa e staff eccellenti.

Dall'analisi dello 'status quo' ai consigli per il futuro: "Una serie di raccomandazioni per consolidare ulteriormente la posizione e la reputazione" di Ieo e Monzino. All'Istituto europeo di oncologia che "per due decenni" ha avuto come "programma bandiera" quello sul cancro al seno, i super esperti suggeriscono la "necessità di investire per espandersi nel campo dei tumori del sistema urologico e in particolare del cancro alla prostata". Il programma contro il 'big killer' dell'uomo dovrebbe avere "natura e dimensioni simili" a quello sul tumore mammario.

Fra le 'dritte' anche "espandere" le attività contro i tumori di pancreas, colon-retto ed ematologici; investire, sulla scia della visione mininvasiva di Veronesi, in un Centro di chirurgia robotica in oncologia e in "un programma prioritario di medicina personalizzata che ha il potenziale di essere leader nel mondo". Infine, una "forte raccomandazione" è quella di "trasferire il Dipartimento di oncologia sperimentale nel campus principale Ieo". Al Monzino, invece, si suggerisce innanzitutto di "considerare la costruzione di un nuovo edificio per la ricerca" e nuovi spazi per l'assistenza a lungo termine e ambulatoriale. Ancora, di potenziare le tecnologie specie nell'area dell'Information Technology, di avviare un programma dedicato alle malattie cardiovascolari nei diabetici, una clinica per le malattie valvolari e uno studio di screening sull'aneurisma addominale.

A entrambi gli istituti, infine, il panel consiglia di "sviluppare attività su tumori e patologie cardiovascolari nell'anziano", di dar vita a una Biobanca comune con le informazioni di tutti i pazienti (campioni di sangue, Dna e altri tessuti), di mettere in sharing alcune piattaforme in particolare sui fronti radiologico e imaging, di implementare il dialogo oncologia-cardiologia, di migliorare i siti web e di stabilire un "Advisory board scientifico internazionale sia per Ieo che per Monzino" che si incontri ogni uno o due anni, un "Consiglio strategico ad hoc in comune per i due centri", e di "rivedere ogni 5 anni ciascun dipartimento/area, divisione, programma e unità". L'immagine simbolo scelta per descrivere i due Irccs è quella di due diamanti.

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