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Lorenzin, Ssn in buona salute ma con criticità

SANITÀ
Lorenzin, Ssn in buona salute ma con criticità

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Il nostro Servizio sanitario nazionale "è un paziente la cui salute oggi è buona, ma con elementi di criticità. Era un paziente con molte malattie croniche, alcune giudicate 5 anni fa inguaribili. Ma nel frattempo la ricerca ha messo a punto una cura adatta per lui, ecco perché dico che oggi è in buona salute. Anche se con elementi di criticità da trattare". Usa una metafora ispirata al 'Termometro della salute' (il primo Rapporto sul sistema sanitario italiano targato Enpam-Eurispes) il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, parlando del nostro Ssn.

"Nonostante fossimo in recessione ho scelto di portare a casa il Patto della salute, implementando riforme come la centrale unica di acquisto, i costi standard, la lotta agli sprechi", rivendica Lorenzin. "Abbiamo posto fine alla stagione dei tagli lineari, trovato i fondi per gli anti-epatite e gli oncologici innovativi, portato a casa l'albo dei direttori generali, messo a punto sistemi di monitoraggio". Oggi "dobbiamo accertarci che il paziente assuma la giusta medicina e soprattutto dobbiamo prevenire alcuni problemi che si profilano all'orizzonte".

A questo punto "ci troviamo davanti importanti sfide: innovazione, personale sanitario, accessibilità dei servizi e sostenibilità delle terapie innovative. Il sistema deve essere bilanciato e deve tener conto del cambiamento demografico della società italiana", sottolinea Lorenzin, ricordando la crescita degli anziani e il calo delle nascite. "Dobbiamo ragionare con modelli organizzativi diversi, per risolvere le difformità che ancora ci sono a livello regionale. Questo a partire dal potenziamento del sistema di monitoraggio. Presto potremo presentare il famoso 'cruscotto' per verificare le performance nelle varie prestazioni e nei servizi". Un aiuto arriverà dall'intelligenza artificiale, "ma tutte le Regioni devono fornire i dati con regolarità".

Per Lorenzin è tempo di bilanci, così il ministro - dopo aver ascoltato il report di Enpam ed Eurispes - torna sull'Italia a più velocità e sul "metodo di commissariamento" delle Regioni non virtuose. "Così com'è - dice - non mi soddisfa: lo trovo poco efficace". Invece "dobbiamo trovare un modo per cui le Regioni virtuose lo siano sempre di più, ma anche le altre possano salvarsi e uscire" dal guado. "Nei prossimi anni credo occorrerà mettere in campo misure per correggere la macchina ed evitare pericolosi sbilanciamenti".

Intanto "il Dl Lorenzin sulle professioni sanitarie è lì lì per essere approvato", mentre continuano ad arrivare dai laboratori super-farmaci gioiello, frutto della ricerca. "L'ultimo è un medicinale per la leucemia da 600 mila euro. Ma questo è un tema che investe le coscienze: non possiamo accettare che chi ha investito nella ricerca pensi di recuperare l'investimento in 6-7 mesi. Dobbiamo essere molto duri: la salute non è un prodotto finanziario, noi questo non possiamo accettarlo. Piuttosto agiamo sui brevetti. Ma questa è una sfida che oggi si chiama ematologia, domani Alzheimer e Parkinson. E' difficile essere equi, ma dobbiamo esserlo. Questa è una delle sfide del prossimo futuro".

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