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Milano, Galeazzi e Sant'Ambrogio traslocano all'Expo

SANITÀ
Milano, Galeazzi e Sant'Ambrogio traslocano all'Expo

Il rendering dell'edificio che ospiterà l'Irccs Galeazzi e l'Istituto clinico Sant'Ambrogio

Sarà un ospedale 'verticale', alto 85 metri per 16 piani e una superficie complessiva di 150 mila metri quadrati. Una casa per due in area Expo a Milano. Dopo la chiusura l'8 febbraio della Conferenza dei servizi promossa dal Comune, il Gruppo ospedaliero San Donato ha presentato ufficialmente il progetto che porterà sotto lo stesso tetto, nell'area che ha ospitato nel 2015 l'Esposizione universale, sia l'Irccs Galeazzi che l'Istituto clinico Sant'Ambrogio. Oggi durante un incontro, alla presenza anche dell'Ad di Arexpo Giuseppe Bonomi, il presidente del gruppo ospedaliero Paolo Rotelli con la madre Gilda Gastaldi, presidente di Gsd Foundation, e il fratello Marco, hanno svelato i rendering del nuovo edificio che sorgerà in prossimità di Cascina Triulza.

L'area messa a disposizione è di 50 mila metri quadrati: 20 mila occupati dalla nuova struttura e i restanti 30 mila per i parcheggi e per il verde, con una parte attrezzata a parco (tra l'edificio e il Decumano). L'investimento totale è di 200 milioni di euro circa per la realizzazione dell'edificio, più i 25 milioni per l'acquisizione dell'area. "I tempi, da quando il 12 maggio 2017 ci è stata formalizzata la proposta irrevocabile di acquisto, sono stati veloci", spiega Bonomi ripercorrendo le tappe che hanno poi portato alla Conferenza dei servizi, "che culminerà con il rilascio del permesso di costruire, un atto quasi consequenziale", precisa. C'è stata anche la consegna anticipata dell'area per la prima attività di monitoraggio, aggiunge l'Ad di Arexpo. "Presto saremo vicini di casa".

Il programma, elenca l'amministratore delegato dell'Irccs Galeazzi Elena Bottinelli, "prevede l'avvio degli scavi e la posa della prima pietra per la prossima primavera inoltrata, al massimo entro l'estate 2018. L'obiettivo è di chiudere i lavori in 3 anni", per inaugurare la struttura progettata da Binini Partners entro il 2021. "Il trend di cambiamento della medicina ci obbliga a garantire crescita ed efficienza - evidenzia Paolo Rotelli - I medici oggi vogliono spazio e interconnessione. Questo non sarà un semplice trasloco. Abbiamo voluto un connubio tra Galeazzi, con le sue eccellenze in campo ortopedico, e Sant'Ambrogio, che porta l'esperienza e la forza maturata in ambito cardio-toraco-vascolare e bariatrico. Ci aspettiamo di dar vita così a un ospedale moderno, con un forte indirizzo ortopedico ma con tutte le specialità".

Al piano terra il Pronto soccorso, i principali servizi per la diagnostica e per l'accoglienza di pazienti e accompagnatori. E salendo ai piani superiori i laboratori, gli ambulatori, le sale operatorie e la terapia intensiva. Dal nono al quattordicesimo piano le 338 degenze: camere a due letti, con bagno privato, e tutto intorno un terrazzo esterno. Sono stati scelti colori chiari, declinati su tonalità calde. E per minimizzare l'impatto ambientale sono previsti materiali ecocompatibili, riduzione delle emissioni ed energie rinnovabili (sul tetto ci sarà un impianto solare termico e fotovoltaico). Tutto è stato pensato, spiegano dal Gruppo ospedaliero San Donato, "per ottimizzare tempi e percorsi, in un'ottica di razionalizzazione delle risorse a vantaggio della sostenibilità".

L'arrivo del Galeazzi in area Expo "era uno dei tre capisaldi del piano di sviluppo per il progetto del Parco della Scienza che Arexpo sta già realizzando - evidenzia Bonomi - Sarà una grande struttura innovativa che si integrerà con le altre funzioni scientifiche già presenti come Human Technopole e con quelle accademiche che arriveranno nei prossimi anni, oltre alle aziende private di livello internazionale che hanno già manifestato il loro interesse a insediarsi sull'area".

Quanto all'investimento del Gruppo ospedaliero San Donato per il nuovo ospedale, Rotelli spiega che "avremmo potuto sostenerlo 'cash', visti i nostri conti, ma valutiamo tutte le opzioni per pagarlo al meglio". Lo spazio è stato scelto anche per la prossimità all'accesso autostradale e alle stazioni ferroviarie e metropolitane.

Non è stato invece ancora deciso il destino delle strutture attualmente occupate dai due istituti che troveranno la loro nuova casa in area Expo: "Abbiamo un anno di tempo per dire al Comune cosa vogliamo farne - spiega Rotelli - Daremo il mandato a esperti del mercato immobiliare per trovare una soluzione in grado di valorizzare al meglio la dismissione delle due strutture. Probabilmente procederemo con un cambiamento di destinazione d'uso e diventeranno immobili per viverci".

Le vie che si seguiranno potrebbero essere "o la vendita o la costruzione in joint venture di nuove strutture da mettere in affitto", che dalle parole dell'imprenditore sembra la più quotata. "Milano è in crescita esponenziale - osserva - e queste zone secondo noi varranno sempre di più. Meglio dunque un progetto che preveda una partnership con esperti del settore immobiliare che semplicemente vendere le strutture".

Con l'addio dei due istituti, "non abbandoneremo comunque il bacino d'utenza dei nostri ospedali perché vicino all'attuale Sant'Ambrogio stiamo già costruendo un 'Palazzo della salute', un grande poliambulatorio. Per il Galeazzi c'è il Niguarda che è un riferimento della zona. Ma siamo disposti ad aprire anche lì un poliambulatorio".

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