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Medici Cimo: "No a imposizioni su contratto"

SANITÀ
Medici Cimo: No a imposizioni su contratto

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"Siamo a dir poco sconcertati dall’atteggiamento dell’Aran che dimostra come non ci sia alcuna volontà di trattativa, attuando una tattica di scavalcamento del sindacato finalizzata a un accordo al ribasso che, scontentando tutti, porterà a un’ulteriore demotivazione del personale medico, all’esodo verso la sanità privata e al peggioramento dei servizi di cura ai cittadini". La bocciatura arriva dal presidente nazionale Cimo, Guido Quici, che commenta così, alla vigilia di un nuovo incontro sul contratto dei medici, il rigetto da parte dell’Aran della quasi totalità delle proposte intersindacali sul primo punto ancora in discussione: quello delle 'relazioni sindacali', ovvero "le regole del gioco finalizzate a una maggiore concertazione tra le parti nella corretta applicazione del contrato di lavoro".

Oltre alla consapevolezza che "le risorse economiche attualmente a disposizione sono sin d’ora penalizzanti rispetto al rinnovo dei contratti riconosciuto a tutto il resto dei dipendenti pubblici", per la sigla "emerge forte e chiara la sorda resistenza di chi non intende affrontare in modo serio e costruttivo un contratto atteso da 10 anni, rispetto al quale la posizione dei medici è al limite e contribuisce a 'giustificare' la fuga dei professionisti dal Ssn".

"Non può sfuggire che questa vergognosa strategia delinea la volontà di penalizzare la categoria dei medici, imponendo di fatto testi precostituiti e accordi economici al ribasso - commenta Quici - L’obiettivo di questa politica sembra essere la rinuncia di fatto all’investimento nella sanità pubblica, attraverso la vessazione dei medici che ancora oggi reggono sulle loro spalle il peso di un sistema in crisi e peggiorando di conseguenza i servizi ai cittadini, che già sostengono per le cure una spesa di tasca propria superiore ai 36 miliardi l’anno". Un quadro che Cimo non può accettare.

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