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Informatore scientifico aggredito da paziente

SANITÀ
Informatore scientifico aggredito da paziente

Immagine di repertorio (Fotogramma)

"Brutale aggressione" ai danni di un informatore scientifico del farmaco fuori da un ambulatorio in provincia di Bari. A denunciare quanto accaduto "venerdì mattina verso le 9.30 in uno studio medico di Castellana Grotte" è la Federazione delle associazioni degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco (Fedaiisf), secondo cui "ad arrivare alle mani sono stati un paziente in attesa, originario del posto, e un informatore scientifico di Torre a Mare (Bari) di 51 anni".

"Stando a quanto appreso - riferisce la Federazione - la lite avrebbe avuto inizio all'arrivo dell'informatore nell'ambulatorio e sarebbe scaturita dall'insofferenza del paziente rispetto all'appuntamento tra il medico e il professionista, che avrebbe inevitabilmente ritardato di qualche minuto la sua visita". Una rabbia che degenera in "rissa" quando il paziente "dalle parole è passato ai fatti all'esterno dello studio medico. Aggredito in una specie d'agguato, l'informatore scientifico è caduto a terra dove ha continuato a subire calci e pugni, fino a che è intervenuto il medico, chiamato da un collega, che ha messo fine all'aggressione, probabilmente salvandogli la vita. Chiamato il 118, l'Isf è stato trasportato al Policlinico di Bari per gli accertamenti del caso. Sul posto, oltre all'ambulanza, sono intervenuti anche i carabinieri di Castellana Grotte" e l'aggressore "è ora in stato di fermo".

Osservando quanto sia "grave il fatto che nessuno dei presenti sia intervenuto per impedire il misfatto", Fedaiisf esprime "solidarietà a Massimiliano" e "sdegno per l'incredibile accaduto". La Federazione delle associazioni di categoria si è detta "pronta a costituirsi parte civile, perché un'aggressione del genere può capitare a ogni Isf".

"Ho avuto 15 giorni di prognosi", ha comunicato l'informatore scientifico aggredito a Fedaiisf via Sms, sempre secondo quanto riporta la Federazione di categoria. "Non sono ancora in grado di gestirmi e stare solo. Chiunque ha subito forti traumi in faccia e alla testa sa che va così", ha aggiunto. "Purtroppo siamo altamente a rischio - ha proseguito - Dobbiamo aumentare la consapevolezza di essere potenzialmente ogni giorno di più oggetto di prepotenze, violenze e rabbia di gente di ogni risma. E quindi, se è possibile, aumentare ancora di più la soglia di attenzione".

"Molti i messaggi di solidarietà che ci sono giunti - riprende la Federazione che rappresenta gli informatori del farmaco - Molti hanno sottolineato il clima ostile per l'assurdo processo di criminalizzazione della categoria degli Isf" e "altri ci dicono che questi episodi si ripetono quotidianamente, fortunatamente non sempre di questa portata, dalle violenze verbali alle minacce fino alle vie di fatto". L'auspicio è quello di "una ferma condanna da parte di Fnomceo", la Federazione nazionale Ordini dei medici, e di "una presa di coscienza del nostro difficile ruolo".

"Ora le varie autorità sanitarie, Farmindustria, sindacati - conclude Fedaiisf - devono rendersi conto che non c'è più tempo da perdere: deve essere riconosciuto e fatto conoscere il ruolo di legge dell'Isf, a cui va anche riconosciuto il rispetto per la professione che svolge e la dignità umana a cui ha diritto".

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