Cucchiani: "Voglio aiutare il San Raffaele a vincere una sfida globale"

"Sono terrorizzato dagli ospedali". Esordisce con una battuta Enrico Tommaso Cucchiani, presidente dell'ospedale San Raffaele di Milano fresco di nomina, arrivata a giugno, oggi al fianco della famiglia Rotelli in occasione della cerimonia per la posa della prima pietra dell'Iceberg, il nuovo Polo chirurgico e delle urgenze dell'Irccs di via Olgettina. E proprio pensando a chi come lui si sente schiacciato dall'idea di ospedale, la nuova torre è stata progettata dall'archistar Mario Cucinella trasparente come il ghiaccio, grazie a imponenti vetrate.

Oggi nel luogo dove entro l'estate 2020 svetterà il nuovo edificio (accanto all'università Vita-Salute nel perimetro del complesso ospedaliero), c'è un cantiere con gru e macchine in movimento. Gli operai erano al lavoro anche stamattina mentre le autorità erano impegnate - con caschetti, cazzuola e cemento - nella simbolica cerimonia. "Io sono attratto da due cose: dall'eccellenza o dalle situazioni di turnaround", di svolta. "Questa è una situazione di eccellenza e spero di portare il mio modestissimo contributo all'affermazione di questa realtà italiana nel mondo", dichiara Cucchiani all'AdnKronos Salute per spiegare cosa lo ha spinto a sedersi sulla poltrona di presidente dell'Irccs milanese, compiendo un salto dal mondo della finanza a quello della sanità.

La chiave per il manager, che nell'arco della sua carriera è stato fra le altre cose amministratore delegato del gruppo Intesa Sanpaolo e presidente di Allianz, è proprio "l'internazionalizzazione". "Voglio contribuire al successo del San Raffaele e del Gruppo ospedaliero San Donato, aiutare questa realtà nel processo di internazionalizzazione che peraltro mi sembra molto ben avviato e su cui stiamo assistendo a una forte accelerazione".

"Siamo in una realtà unica nel panorama italiano - prosegue Cucchiani - Oggi c'è una competizione globale fra le strutture sanitarie. Noi ci confrontiamo con le grandi realtà ospedaliere e sanitarie europee, ma non solo. A testimoniarlo oggi la massiccia presenza di dignitari internazionali, scienziati e medici internazionali" alla cerimonia. "E' segno anche dell'importanza del San Raffaele. Tutto questo fa da magnete: abbiamo un numero in crescita esponenziale di pazienti che vengono dall'estero". Un trend che "riflette la reputazione dell'Irccs" di via Olgettina, "una delle primissime realtà in Europa".

L'Italia "attrae per la bellezza e la cultura, per il fashion e per il design, ma anche in altre aree, in modo silenzioso e importante, si sta facendo strada tra le mete preferite. Penso alla sanità e all'università". Perché un paziente di San Pietroburgo o di Abu Dhabi dovrebbe curarsi qui? "La differenza la fanno le competenze, che sono essenziali per salvare vite umane. Sono la base del successo e della reputazione", osserva Cucchiani.

"Il San Raffaele - ragiona - è una grossa struttura con un fatturato elevato e appartiene al primo gruppo ospedaliero d'Italia il cui fatturato è intorno a 1,6 miliardi. Certamente noi dobbiamo comportarci come una 'public company' e aderire ai massimi e migliori standard di governance e non solo ai migliori standard mondiali nel fornire prestazioni sanitarie", evidenzia Cucchiani riferendosi ai piani per il futuro annunciati nei mesi scorsi da Paolo Rotelli, presidente del Gruppo ospedaliero San Donato. Intanto il manager si gode il debutto a un evento ufficiale da numero uno di via Olgettina. "Il mio primo atto da presidente? Ovviamente la prima pietra".