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La visita di Mattarella ai bimbi col cancro

Un giorno in Lombardia fra Istituto nazionale tumori di Milano e Centro Maria Letizia Verga di Monza

SANITÀ
La visita di Mattarella ai bimbi col cancro

L'arrivo di Sergio Mattarella all'Istituto nazionale tumori di Milano (Foto AdnKronos Salute) (Le due foto nel testo sono del Centro Maria Letizia Verga -Clinica pediatrica della Fondazione Mbbm)

L'arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano è fra gli applausi e le strette di mano di pazienti, medici e volontari. Inizia così la giornata lombarda del capo dello Stato che nel pomeriggio ha proseguito il suo tour a Monza, con tappa al Centro Maria Letizia Verga - Clinica pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma (Mbbm), ai laboratori di ricerca della Fondazione Tettamanti e all'ospedale San Gerardo.

Realtà votate alla ricerca e unite nella lotta al cancro dei bimbi, i piccoli protagonisti degli incontri di oggi con il presidente, prima nella Pediatria oncologica di via Venezian e poi nel centro pediatrico monzese. Insieme ai malati terminali: all'Int, infatti, c'è stato anche un breve colloquio riservato con alcuni medici e paramedici che operano nell'Hospice Virgilio Floriani della Struttura complessa di cure palliative, terapia del dolore e riabilitazione diretta da Augusto Caraceni, il primo hospice ospedaliero progettato all'interno di un Istituto scientifico in Italia. Un breve discorso per celebrare i 90 anni dell'Irccs milanese (inaugurato il 12 aprile 1928) insieme al presidente dell'Istituto Enzo Lucchini e a diverse autorità, dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana al sindaco di Milano Giuseppe Sala e al prefetto del capoluogo lombardo, Luciana Lamorgese. E poi in viaggio verso Monza, dove ad accoglierlo - oltre ai vertici delle strutture visitate - c'erano anche circa 200 persone tra rappresentanti delle istituzioni, medici, ricercatori, famiglie e bambini, hanno stimato dal Centro Maria Letizia Verga.

IL GRAZIE DEL PAESE A CHI OPERA NELLA SANITA' - "Stiamo ricordando i 90 anni dell'Istituto nazionale tumori, che anche su questo versante sottolinea come Milano e la Lombardia siano per il nostro Paese punto fondamentale di guida, di orientamento e di approfondimento", sono le parole spese dal presidente Mattarella. E' un Istituto, ha ricordato il capo dello Stato, "che l'anno passato ha avuto oltre 18 mila ricoveri. E non è un caso che larga parte dei ricoverati viene da altre parti d'Italia. Anche in questo Milano e la Lombardia si manifestano come punto di attrazione e riferimento per tutto il Paese". "Sono 90 anni di vita e storia importanti" quelli dell'Int, ha proseguito Mattarella. "Sono stati contrassegnati da una serie di protagonisti che hanno fatto via via accumulare a questo istituto un patrimonio di contributi, esperienza, impegno e passione, che lo ha reso un patrimonio nazionale, di oltre 2 mila operatori che vi lavorano", ha aggiunto ricordando gli oltre 650 studi clinici portati avanti nel 2017 nell'Irccs e sottolineando ancora una volta l'importante lavoro sulla ricerca e "nell'applicazione dei risultati della ricerca". Senza dimenticare "la passione" di chi è in prima linea nei laboratori e nei reparti. A loro il grazie del presidente, a chiusura della sua visita cominciata nella saletta della ludoteca dove si svolge l'attività della Scuola in ospedale e vari laboratori e dove oggi c'erano una decina di baby-pazienti, tra i 5 e i 15 anni. Il presidente ha stretto la mano ai genitori, e si è intrattenuto un po' con i ragazzi assistendo alla proiezione dei due video delle canzoni realizzate dai 'piccoli' dell'Int con il Progetto giovani. I bambini hanno regalato al capo dello Stato due libricini. "Grazie a tutti coloro che operano in questo istituto, i medici, il personale infermieristico, gli amministrativi, il mondo del volontariato. Tutto questo merita la riconoscenza del nostro Paese ed è quella che qui voglio esprimere, dicendo grazie e auguri per la vostra attività e il vostro futuro".

"L'HOSPICE, FRONTIERA DI CIVILTÀ" - "Ho avuto la possibilità di visitare quella cittadella particolare che è il reparto pediatrico" dell'Istituto nazionale tumori di Milano "e di fermarmi sulla soglia dell'hospice delle cure palliative, che segna la frontiera della civiltà, dell'accoglienza e della premura nei confronti del malato che questo Istituto sviluppa così efficacemente", ha raccontato Mattarella nel breve discorso tenuto nell'Aula magna intitolata allo storico oncologo dell'Int Gianni Bonadonna. Un modo per rimarcare l'importanza delle cure palliative, dopo il passaggio riservato nell'Hospice Virgilio Floriani, durante il quale ha anche incontrato anche due pazienti che avevano chiesto di stringergli la mano. La giornata di oggi per il presidente è stata occasione per un tributo all'eccellenza medica e per dimostrare la vicinanza ai problemi concreti degli italiani. In linea con questo anche l'appuntamento di domani, la festa di chiusura dei soggiorni estivi per disabili organizzati nella tenuta presidenziale di Castelporziano. E non a caso il filo rosso che ha legato la visita di Mattarella in Lombardia sono stati i malati oncologici e le loro famiglie, e l'importanza della ricerca.

Un'attenzione per questi temi, rimarcata per esempio nei suoi interventi in occasione della Giornata nazionale per la ricerca sul cancro celebrata ogni anno al Quirinale. O a ottobre 2015, quando ebbe modo di fare un riferimento personale ai giorni vissuti accanto alla moglie Marisa, poi deceduta. "Il cancro - disse allora - non è una questione 'privata' tra il medico e il malato. E' un male di portata nazionale. E' una frontiera che riguarda tutti, con implicazioni scientifiche, mediche, psicologiche, sociali, economiche, familiari". E sempre in quell'occasione sottolineò una sorta di 'lezione di vita': "Penso, da quando per seguire la persona che mi era più cara al mondo ho trascorso a più riprese numerose settimane in ospedali oncologici, che per tutte le persone in buona salute sarebbe auspicabile che ogni tanto trascorressero qualche giorno, da visitatori, in ospedale. Il contatto con la sofferenza aiuterebbe chiunque a conferire a ogni cosa il giusto posto di importanza nella vita".

IL DISEGNO DI ELISA PER IL PRESIDENTE - Due bimbe che si tengono per mano con mamma e papà, sotto un sole sorridente, e un cielo affollato da un uccellino, un'ape e una farfalla. Accanto a loro sventola la bandiera tricolore. E' il disegno che Elisa, paziente di 7 anni in cura a Monza nel Centro Maria Letizia Verga - Clinica pediatrica della Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma (Mbbm), ha regalato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita nella struttura monzese per la seconda tappa della sua giornata lombarda. Due delle protagoniste del colorato disegno sono proprio lei e la sorella maggiore Alice. Serene, oltre la malattia.

"Il Comitato Maria Letizia Verga, la Fondazione Tettamanti e la Fondazione Mbbm rappresentano un grande esempio di come quell'indispensabile integrazione tra la scienza, la professionalità e il calore umano consentano grandi risultati - ha voluto sottolineare il capo dello Stato, in una dichiarazione raccolta dalla struttura monzese - Qui al Centro Maria Letizia Verga sono testimoniate dai numeri. Sono quasi 2 mila i bambini guariti, e questo rende concretamente l'idea di come spesso si arrivi qui con apprensione e preoccupazione e si esca, nella gran parte dei casi, rassicurati e con delle prospettive di vita serena".

Ad accogliere Mattarella c'erano il presidente della Fondazione Mbbm Giuseppe De Leo, il vicepresidente della Fondazione Mbbm e presidente della Fondazione Tettamanti Luigi Roth, e il presidente del Comitato Maria Letizia Verga, Giovanni Verga. Anche qui strette di mani e sorrisi nel momento dedicato ai baby pazienti e alle loro famiglie. La visita è proseguita all'interno del Day hospital e nei laboratori di ricerca della Fondazione Tettamanti. Tra i fiori all'occhiello del polo monzese c'è l'immunoterapia Car-T, nuova frontiera della battaglia anticancro. E' stato proprio nella Clinica pediatrica della Fondazione Mbbm che, nell'agosto 2016, a un piccolo con leucemia linfoblastica acuta è stato somministrato per la prima volta in Italia il trattamento in grado di riprogrammare i linfociti T del malato addestrandoli a combattere il tumore dall'interno. "Entro la fine dell'anno i pazienti trattati saranno 5", ha annunciato il centro in una nota sulla visita del capo dello Stato. Car-T protagoniste in clinica come pure in ricerca: nei laboratori della Fondazione Tettamanti è stato sviluppato un particolare tipo di Car-T, detto 'Carcik', al 100% made in Italy.

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