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Alitalia, clima teso per 2.251 esuberi. Lupi: “Con 1,2 mld di investimenti grande responsabilità dire no”

ECONOMIA
Alitalia, clima teso per 2.251 esuberi. Lupi: “Con 1,2 mld di investimenti grande responsabilità dire no”

(Foto Infophoto)

La partita sui 2.251 esuberi chiesti da Etihad entra nel vivo e, come era nelle previsioni della vigilia, la trattativa imbocca una strada che si presenta tutta in salita. Dopo l’incontro con il Governo, si è svolto il primo faccia a faccia tra Alitalia e sindacati che non ha fatto altro che confermare quanto questo negoziato sia “delicato, complicato e difficile’’. Anche se non sono risuonati toni ultimativi, le posizioni rimangono rigidamente contrapposte: l’azienda conferma il numero degli esuberi, che, come dice l’ad Gabriele Del Torchio, è una condizione necessaria per rendere l’azienda competitiva e i sindacati che puntano a prendersi tutto il tempo necessario, al di là della deadline fissata per metà luglio, per arrivare a una soluzione che salvaguardi i posti di lavoro. Insomma, lo scoglio del nodo relativo all’occupazione si staglia in tutta la sua imponenza sul percorso del negoziato per le prossime settimane.

Non che il fattore lavoro sia l’unica questione aperta. C’è, infatti, la trattativa con le banche che prosegue e oggi si è svolto un nuovo round. Il ‘dossier’ dell’alleanza con Etihad potrebbe tornare venerdì sul tavolo del consiglio di amministrazione di Alitalia per un ulteriore aggiornamento, dopo il mandato ai vertici della compagnia conferito la scorsa settimana ad andare avanti con le trattative in vista di un accordo con la compagnia emiratina. Il cda venerdì, intanto, è chiamato ad approvare un esercizio, il 2013, che chiude con pesanti perdite e a esaminare i primi tre mesi che dovrebbero risultare in linea con le previsioni.

Ma oggi non sono bastate le rassicurazioni fornite da Del Torchio, prima ancora che cominciasse il confronto con i sindacati, sul fatto che Alitalia non intende avviare le procedure di licenziamento previste dalle legge 223 del ‘91. Dopo tre ore e mezza di riunione, che si è svolta, per ragioni di sicurezza, presso un grande hotel nella periferia della capitale piuttosto che presso la sede di Assaereo, come inizialmente previsto, sono bastate le parole dei sindacati a fornire la cifra della complessità della vertenza. Del Torchio, hanno riferito, ha confermato i 2.251 esuberi, indicati ieri nel corso dell’incontro con il Governo, ma non ha esplicitato il fatto, come aveva detto lunedì scorso, che questi lavoratori dovranno uscire fuori dall’azienda. Quello di oggi, ha detto il segretario generale della Fit Cisl Giovanni Luciano, è stato un primo incontro “per incominciare a capire come affrontare i problemi” e non si è parlato, dunque, del nodo relativo alla gestione di queste eccedenze di personale. “E’ stato un incontro molto teso - ha detto Luciano - ci sono stati confermati i numeri che tutti voi conoscete. la situazione è estremamente complicata, abbiamo chiesto approfondimenti perché vogliamo capire perché ci sono questi esuberi. Da lunedì ripartirà il confronto con una no stop. Noi pretendiamo una trattativa seria, anche se sappiamo fin d’ora che sarà complicata. Noi -ha messo in chiaro- non accetteremo aut aut né, a dire il vero, oggi ci sono stati posti. Non vogliamo un prendere e lasciare ma vogliamo approfondire tutte le questioni e come si arriva al numero degli esuberi. Il nostro obiettivo è disoccupazione zero e confidiamo, per questo, dell’appoggio che ci ha assicurato il governo e pensiamo così di uscirne al meglio”.

“La trattativa parte, c’è molto da fare”, ha detto il segretario generale della Filt-Cgil, Franco Nasso, puntualizzando che oggi non si è parlato di gestione degli esuberi. “Gli strumenti non mancano -ha detto- ma non siamo arrivati fin lì. L’obiettivo è che 2250 rimangano in continuità di rapporto di lavoro”. E anche Nasso ha chiarito che “la trattativa parte e non c’è un prendere o lasciare” e che la volontà è sicuramente di “fare in fretta ma non sarà la settimana in più o in meno a essere determinante”. Anche per il segretario generale della Uil trasporti, Claudio Tarlazzi, “la situazione è molto complessa e difficile e la trattativa dovrà avere tempi adeguati per arrivare alla soluzione migliore”. L’azienda ha confermato gli esuberi, ha riferito Tarlazzi e “all’interno del perimetro aziendale vanno trovate soluzioni affinché nessuno rimanga senza lavoro”.

Ma i 2551 rimangono lì sul tavolo. Questi sono “una condizione necessaria per avere un’azienda con una dimensione efficiente e competitiva”, ha spiegato Del Torchio al termine dell’incontro con Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e prima di incontrare le altre sigle sindacali Usb, Anpac, Anpav e Avia. “Oggi -ha detto l’amministratore delegato- abbiamo iniziato il confronto. Abbiamo precisato le posizioni dell’azienda e abbiamo preso atto delle posizioni dei sindacati. Abbiamo deciso di rivederci lunedì”. E, come poco prima avevano fatto i sindacati, anche il top manager ha parlato di un “clima preoccupato per quello che deve avvenire”. “Ma -ha evidenziato- ci si rende conto che questa è l’unica opportunità per creare l’alleanza con Etihad che renda Alitalia una compagnia solida, soprattutto sul mercato intercontinentale”. “E’ interesse di tutti -ha sottolineato ancora Del Torchio- trovare una soluzione e la trattativa sarà a tutto tondo sui numeri e le modalità di gestione degli esuberi”.

C’è poi un altro esame che l’eventuale alleanza tra Alitalia ed Etihad dovrà affrontare: quello di Bruxelles che, certo, non intende allentare le maglie delle normativa in materia di partecipazioni azionarie di compagnie extra Ue in vettori comunitarie. A riprova di ciò il nuovo monito del Commissario ai Trasporti Siim Kallas che oggi ha incontrato a Roma il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Maurizio Lupi. “Le compagnie aeree europee hanno bisogno di capitali, ma ci sono regole ferree. Se vengono investitori extra Ue possiamo considerarlo positivo o meno, ma vogliamo reciprocità. Ci sono regole su proprietà, controllo e su aiuti di Stato”. “Non posso dire altro perché - ha sottolineato Kallas- siamo ancora in una fase di proposta e nulla è stato deciso. La legge Ue prevede che le compagnie europee devono avere almeno il 51% del capitale sociale in mani europee e il controllo effettivo”. “Su Alitalia ho aggiornato il Commissario Kallas sugli ulteriori elementi di novità che ci sono stati in questa settimana e ho confermato che il governo farà rispettare la divisione tra la proprietà 49% e 51% come previsto dalla normativa europea. Cioè che il 51% sia comunque posseduto da compagnie di bandiera europee. Ma ho anche confermato che in ogni caso la maggioranza vorrà essere a controllo italiano”.

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