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Eni: oltre 2mila in corteo a Gela, domani presidi e volantinaggi

Cisl, in discussione il futuro della Sicilia, premier intervenga

ECONOMIA

Oltre duemila lavoratori dell'Eni di Gela, stamattina, assieme ai sindacati, hanno percorso in corteo la città, da contrada Betlemme alla prima rotonda della statale 417, sulla Gela-Catania. La protesta ha rallentato il traffico nell'arteria diretta all'est della Sicilia. Sarà seguita domani da presidi e volantinaggi in due punti nevralgici di Gela: lungo la strada dei Due castelli e sulla rotonda di Settefarine, nei pressi del mercato settimanale.

Le iniziative sono parte della mobilitazione decisa da Cgil Cisl Uil per bloccare le intenzioni di smobilitazione nell'Isola del gruppo controllato dal Tesoro, diretto dall'ad Claudio Descalzi. Le dichiarazioni del manager, delle ultime ore, arrivate dal Mozambico dove Eni si accinge a investire ben 50 miliardi, non convincono infatti i lavoratori.

''In discussione - denuncia Maurizio Bernava, segretario generale regionale Cisl - è il futuro della Sicilia nell'assetto strategico della chimica e della raffinazione, in Italia. Descalzi non se ne può uscire con battute estemporanee fatte all'altro capo del pianeta. Per di più, dopo quindici giorni di proteste''. Ed Emanuele Gallo, segretario della Cisl di Agrigento-Caltanissetta-Enna: ''Non ci fidiamo delle dichiarazioni rilasciate a qualche giornalista - attacca - dalla stessa persona che ha manifestato la volontà di cancellare con un colpo di spugna l'accordo azienda-sindacati del luglio 2013''. (segue)

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