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Simoncini: "In arrivo 3 miliardi per il mondo produttivo della Toscana"

"Servono politiche di riduzione della pressione fiscale in grado di rimettere in moto lo sviluppo, di sostegno agli investimenti - afferma l'assessore alle Attività produttive credito e lavoro - e nei confronti della Ue per svincolare risorse dal Patto di stabilità"

ECONOMIA
Simoncini: In arrivo 3 miliardi per il mondo produttivo della Toscana

Il pacchetto di interventi a sostegno del mondo produttivo toscano che la Regione sta lanciando anche grazie all'anticipo dei fondi europei, che in tutto dovrebbero assommare circa 3 miliardi di euro, è stato illustrato oggi nel corso di un'iniziativa organizzata dalla Cna sul tema 'Gli incentivi alle imprese nella programmazione 2014/2020 Fesr e Fse' all'hotel Michelangelo a Firenze.

"Siamo reduci da un giro per i territori toscani -ha esordito l'assessore alle Attività produttive credito e lavoro, Gianfranco Simoncini - partito dall'esigenza di presentare i tre nuovi bandi per ricerca e sviluppo e innovazione. Abbiamo riscontrato un interesse forte, con un'altissima partecipazione e una grande aspettativa verso le misure messe in campo per aiutare le imprese a uscire da una crisi che ancora non mostra segni di rottura e che vede il persistere di indicatori negativi anche per i prossimi mesi".

L'assessore ha delineato i motivi che hanno spinto la Regione Toscana, unica nel panorama nazionale, a puntare tutto sul sostegno alle imprese destinando a questo scopo la stragrande maggioranza delle risorse previste dal nuovo Por Fesr 2014-20, anticipando circa 80 milioni di risorse per far partire operativamente i bandi in attesa del completamento dell'iter europeo del Programma.

Non solo. Grazie a queste risorse si è scongiurata, inoltre, la chiusura dei centri per l'impiego, garantito il finanziamento dei tirocini e di misure per l'agricoltura. "L'istituto per la programmazione economica in Toscana ci dice - spiega Simoncini - che la nostra regione ha retto meglio di altre all'impatto della crisi: l'export ha registrato un +16% rispetto all'8% registrato a livello nazionale e l'incremento ha coinvolto un po' tutti i settori. Proprio a partire da queste imprese dinamiche che hanno saputo, nonostante la crisi, conquistare nuove fette di mercato, vogliamo mettere in campo tutti gli interventi possibili per rimettere in moto lo sviluppo".

La prima novità riguarda non a caso la capacità di innovazione, terreno ineludibile per la ripresa. Oltre ai tre nuovi bandi usciti ad agosto per Ricerca e Sviluppo e Innovazione, il pacchetto della Regione presenta i nuovi strumenti rinnovati e attivi dal 1° settembre dell'Ingegneria finanziaria con i fondi di garanzia e il fondo rotativo per l'accesso al credito delle imprese, gli incentivi per l'occupazione e i tirocini, la legge per l'imprenditoria giovanile e femminile.

Tutti interventi partiti fra agosto e settembre e per i quali è in corso una campagna di informazione capillare e a tappeto, in un dialogo costante e interattivo con tutte le componenti del mondo economico toscano.

A questi ne seguiranno altri, a partire dal prossimo dicembre, come i voucher per progetti di innovazione di micro piccole e medie imprese, un bando per l'internazionalizzazione, una forma di microcredito per le nuove imprese giovanili e le novità per le start up della nuova proposta di legge per la competitività licenziata una settimana fa dalla giunta.

Ma se la Toscana fa la sua parte, altrettanto deve essere fatto dal governo nazionale. "Servono politiche di riduzione della pressione fiscale in grado di rimettere in moto lo sviluppo, di sostegno agli investimenti - dice l'assessore - e nei confronti della Ue per svincolare risorse dal Patto di stabilità. In caso contrario, su circa 3 miliardi di cui teoricamente potremmo disporre grazie ai fondi strutturali e al Fas, toglieranno risorse per altri interventi della Regione".

Bene quindi sollecitare maggiore flessibilità a livello europeo, ma necessario anche continuare a fare pressioni per la conclusione dell'accordo di partenariato, per non rischiare che le risorse arrivino davvero troppo tardi, dopo l'inizio del 2015.

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