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Gli emiri puntano sul Dubai Design District, sarà pronto prima dell'Expo 2020

Al Suwaidi, investimento per prima fase 4 mld di dirham (1 mld di euro)

ECONOMIA
Gli emiri puntano sul Dubai Design District, sarà pronto prima dell'Expo 2020 /Video /Foto

Rendering del Dubai Design District

Una cittadella del design, concepita per ospitare e far crescere i talenti locali, ma anche per attrarre grandi marchi della moda, del lusso e del design sulle rive del golfo Persico. E' il Dubai Design District, noto anche con l'acronimo D3, che la Tecom Investments, controllata della Dubai Holding (di proprietà del governo di Dubai), sta realizzando nel capoluogo emiratino, a tre minuti da distanza dal centro di Dubai e a 15 minuti dall'aeroporto internazionale. (Foto)

Il progetto, che quest'anno vedrà il completamento della prima fase con la consegna di undici edifici, dovrebbe essere pronto e completamente operativo entro il 2019, in tempo per l'Expo 2020, che si terrà proprio a Dubai e per la quale si stima ad oggi un'affluenza di 25 mln di visitatori.

L'investimento previsto per la prima fase, spiega la responsabile Business development del Dubai Design District, Maitha Al Suwaidi, in questi giorni a Milano per il Salone del Mobile, è di circa "4 miliardi" di dirham (poco più di 1 mld di euro). L'entità complessiva dell'impegno finanziario di Tecom al momento non è pubblica: "Dobbiamo ancora annunciare l'investimento nel resto del progetto", dice la manager, a margine di una presentazione tenutasi nella Wallpaper Arcade in zona Stazione Centrale, a Milano.

Il progetto, oltre a prevedere spazi concepiti appositamente per i designer, spazi residenziali ed alberghieri, include anche la realizzazione di un lungomare di circa 2 km, costellato di hotel, negozi, gallerie e boutique di lusso. Tecom Investments, tra l'altro, gestisce 11 business park (ubicati sia in zone franche che in aree non franche) che coprono i settori chiave dell'industria di Dubai, contribuendo alla crescita del Pil dell'Emirato e alla sua futura crescita, favorendo la diversificazione dell'economia.

Il progetto, spiega Maitha Al Suwaidi, senior business development manager del Dubai Design District, "ha tre fasi. La prima fase è vicina al completamento e le persone si trasferiranno molto presto".

"La prima fase - continua Al Suwaidi - consiste di un'area commerciale dedicata a imprese B2B, che allestiranno le loro showroom e i loro quartier generali per gestire le loro attività nella regione, come pure gallerie. Sarà un ambiente molto creativo per le imprese che vogliono stabilirsi a Dubai".

La seconda fase, prosegue la manager emiratina, "sarà operativa entro il 2017 e sarà una comunità creativa, la prima facility costruita appositamente per designer e artisti, che potranno avere spazi flessibili, i loro laboratori, le loro showroom e anche vendere negli stessi spazi".

La terza fase sarà la realizzazione del lungomare. "Sarà lungo 2 chilometri ed è in realtà un'estensione del vecchio Dubai Creek (il lungofiume della metropoli emiratina, ndr). Avrà 13 hotel di design, con una striscia di negozi di marchi internazionali, gallerie d'arte, boutique e svaghi".

Secondo Al Suwaidi, la prima ragione per cui un'impresa estera dovrebbe installarsi nel Dubai Design District è che, "se guardiamo a cosa sta succedendo a Dubai ora, è un hub emergente per il design. Nella regione si tengono molte fiere ed eventi. Dato che si tratta di una realtà emergente, sembra che ci siano molte opportunità e un grande potenziale per molte imprese, che possono capitalizzare su questo e assicurarsi di farne parte".

Un'impresa che si stabilisca nel D3, sottolineano gli sviluppatori, avrà un accesso privilegiato al mercato del lusso, della moda e del design d'interni, che nei Paesi del Golfo è stimato a 54 mld di dirham (13,8 mld di euro), con gli Emirati Arabi Uniti a fare la parte del leone, con 23 mld di dirham (5,9 mld di euro).

Una potente leva per attrarre le imprese è quella fiscale. L'Emirato ha delle zone franche (Free zones) che prevedono notevoli incentivi per le aziende che decidono di trasferirvisi. "Un'altra ragione - sottolinea Al Suwaidi - che credo sia molto importante per le società internazionali è la Free zone: gli stranieri potranno possedere le società al 100% e sono previsti 50 anni senza tasse, che è un'altra ragione veramente importante". E' prevista per le imprese la possibilità di rimpatriare in toto i profitti e i capitali.

Oltre a ciò, continua la manager del Golfo, "se conoscete le Free zone di Dubai e della regione, sono più Free zone per i servizi. Noi saremo l'unica Free zone in cui le imprese potranno vendere i loro prodotti, sia ad altre imprese che ai consumatori. E anche questo in un contesto esente da tasse".

Il contesto del D3 sarà internazionale. "Dubai - ricorda Al Suwaidi - è un Paese multinazionale, con oltre 180 nazionalità presenti. E' naturale che molte saranno presenti nel design, in un modo o nell'altro, in particolare quando guardiamo alle imprese e alla catena del valore intorno a loro. La prima fase, che sono gli undici edifici che stiamo lanciando ora,".

Il rapporto con il settore manifatturiero, centrale per il design, per ora è sulla carta, ma ci saranno spazi ad hoc: "Il progetto - afferma Al Suwaidi - ha un'ubicazione molto centrale, nel mezzo della downtown di Dubai, in un posto che la gente chiama la nuova parte di Dubai o la nuova Dubai".

A vista, continua la manager, c'è "il Burj Khalifa (grattacielo di Dubai alto 636 metri, ndr) nello skyline e il Central District che è letteralmente a meno di cinque minuti di distanza da dove stiamo. L'aeroporto è solo a dieci minuti di distanza".

"E' una location molto prestigiosa - continua la manager - dove non potranno esserci molte imprese manifatturiere o fabbriche, ma nella seconda fase, quella della comunità creativa, avremo due medie imprese manifatturiere. Si potrà lavorare in magazzini o in quasi fabbriche".

"Non c'è un piano ora - aggiunge Al Suwaidi - ma abbiamo altre compagnie collegate dove si potranno allestire stabilimenti manifatturieri".

Quanto ai tempi previsti per la realizzazione del progetto, conclude Al Suwaidi, "i membri della comunità creativa sono veramente interessati a vedere che succede qualcosa. Quest'anno completeremo la prima parte del progetto. Nel 2017 avremo altre cose e nel 2018-19 avremo il lungomare. Saremo pronti proprio prima dell'Expo", con il Dubai Design District completo di lungomare.

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