Turismo, sconfiggere la guerra con la fede: il boom della Terra Santa

Non solo morte e terrore. Gli attacchi terroristici dell'Isis , oltre alle guerre in Medio Oriente, hanno determinato un crollo dei viaggi in gran parte dei Paesi musulmani. C'è però un lembo di mondo che non conosce crisi e, anzi, proprio in queste settimane sta vivendo un periodo particolarmente felice per il turismo. Si tratta della Terra Santa, ovvero l'area formata da Israele, Giordania e dai territori palestinesi, presa d'assalto dagli amanti del turismo religioso. A rivelarlo è un articolo apparso sul sito internet del Wall Street Journal.

Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale del turismo, sarebbero 330 milioni, ogni anno, i turisti nei siti religiosi in tutto il mondo. Una vera e propria ancora di salvezza per un settore che per molti governi mediorientali rimane la più importante fonte di reddito.

America, Europa e Russia i Paesi dai quali proviene il maggior numero di turisti cristiani, pronti a sfidare i pericoli derivanti dalla possibile propagazione della guerra civile in Siria e i disordini in atto in Iraq. In Israele, ad esempio, tra i turisti arrivati lo scorso anno, i cristiani sarebbero il 56%, aumentati del 33% rispetto a dieci anni fa.

Presenze che hanno fornito un importante sostegno all'industria del turismo israeliana, fortemente condizionata dai conflitti con il gruppo militante islamico di Hamas nella Striscia di Gaza, e che avrebbero contribuito a triplicare gli arrivi negli ultimi 10 anni, portandoli complessivamente a raggiungere i 3,3 milioni.