Estate, 12 milioni di italiani in viaggio nel weekend

Oltre 12 milioni i turisti in viaggio per o dalle vacanze, da oggi a domenica. Europasia e il Cescat-Centro studi casa ambiente territorio di Assoedilizia stimano per questo weekend il maggior movimento turistico dell’anno con domani, sabato 8 agosto, come giorno di maggior traffico stradale e autostradale.

Saranno in totale 33 milioni i turisti estivi italiani del 2015, una cifra che segna +1% rispetto al 2014; gli stranieri - quasi la metà delle presenze totali - fanno ancora meglio, +2%, facendo sì che l’Italia, che si colloca al terzo posto nella classifica europea se si considerano i dati annuali, nei quattro mesi estivi conquisti il primato.

Se quest’anno rappresenta la svolta dopo sette anni consecutivi di crisi, meno consistente è il capitolo incremento delle spese, che non si discostano molto rispetto a quelle del 2014, con un impiego medio di 870 euro a persona (prima della crisi era di oltre 1.000 euro e bisogna calcolare anche l’inflazione).

La controprova è data dal fatto che gli alberghi, i quali mantengono il primo posto tra le strutture ricettive ospitando oltre un terzo dei turisti, sono insidiati dalle case vacanze e dai residence (25%, in notevole aumento). Il perché è semplice, si spiega: queste strutture consentono di prepararsi il cibo risparmiando su trattorie e ristoranti.

Quanto alla scelta delle mete, il mare continua ad essere il preferito da oltre la metà dei vacanzieri estivi. In calo tutte le altre destinazioni, eccezion fatta per le città d’arte (18%) dove è sempre più consistente la presenza degli stranieri.

In Italia, la Puglia continua ad attirare il maggior numero (18%), seguita da Sicilia, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna. Nella classifica delle mete estere, la Croazia strappa il primo posto alla Spagna, seguita da Francia e Grecia. Le recenti vicende di questo Paese hanno inciso negativamente sull’afflusso solo per pochissimi punti percentuali; al primo posto i turisti tedeschi.

Gli italiani hanno risposto in massa, +30% rispetto allo scorso anno. Inoltre, la Grecia registra un autentico boom nell’acquisto di case vacanza. Località e tipologia di residenza vengono scelte via Internet ormai da quasi la metà dei turisti.

Le previsioni sull’andamento complessivo della stagione turistica in Italia si basano ormai su dati reali oltrechè su proiezioni calibrate sugli anni passati, assicurano Europasia e Cescat, con qualche apparente sorpresa. Se è vero che Puglia e Sicilia sono ai primi posti per afflusso, è altrettanto vero che il Meridione in generale - pur esprimendo per bellezze naturali, patrimonio culturale ed enogastronomia valori nettamente superiori a quello di altre regioni europee - resta ben lontano dal loro pieno utilizzo.

Così come il Paese nel suo complesso cresce turisticamente a una velocità inferiore alla media europea. “Purtroppo, nel nostro Paese - dichiara il presidente di Europasia e di Assoedilizia Achille Colombo Clerici - assistiamo a un insufficiente utilizzo delle potenzialità di questo comparto economico".

"Scontiamo l’incapacità pubblica, in sede locale e nazionale, di portare a sistema il ricchissimo asset del patrimonio turistico, nonché gli effetti di una miope politica centrale di promozione nell’ambito internazionale", sottolinea.

"E la inadeguatezza dei privati: prezzi alti, servizio spesso non all'altezza delle esigenze del turista; carenza di una cultura dell’ospitalità; frammentazione dell’industria turistica; assenza di grandi tour operators; una dotazione alberghiera che risponde solo in parte alle richieste di una clientela media in continuo aumento", prosegue.

“Se l’Italia vuole mantenere e migliorare - avverte - la propria posizione internazionale in campo turistico, scesa dal 1970 dal primo al quinto posto nella classifica mondiale, occorre un deciso cambiamento di strategia, a cominciare da incentivi pubblici, come hanno già fatto i governi di Francia, Spagna, Grecia, Croazia".

"Seguono, l’integrazione della politica per il turismo con quelle dei trasporti, dei beni culturali e dell’ambiente, nonché un coordinamento unico che superi la frammentazione di competenze tra Regioni e la miriade di strutture di promozione locale”, conclude.