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Uil fa i conti in tasca a Renzi: "Senza Tasi deve assegno da 4,6 mld a Comuni"

ECONOMIA
Uil fa i conti in tasca a Renzi: Senza Tasi deve assegno da 4,6 mld a Comuni

(Foto Infophoto)

Se il premier Matteo Renzi taglia davvero la Tasi, per compensare l'abolizione della tassa sulla prima casa il premier, come promesso, dovrebbe staccare 8mila assegni per un totale di 4,6 miliardi di euro. La stima è della Uil che sottolinea che a tanto ammonta, infatti, il gettito per i Comuni derivante dalla Tasa, di cui 3,8 miliardi di euro per la prima casa e il resto, 800 milioni, per gli altri immobili.

"Per la Uil ogni riduzione del carico fiscale a carico delle famiglie è la benvenuta - commenta il Segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy- tuttavia, per non incorrere negli errori del passato, sarebbe saggio e opportuno, che contestualmente all’abolizione della Tasi, Renzi, come promesso ieri sera a 'Porta a Porta', staccasse 8 mila assegni intestati ai Comuni, con copertura certa, dall’importo complessivo di 4,6 miliardi di euro".

Stando a quanto calcolato dal Servizio Politiche Territoriali della Uil, tanto per fare qualche esempio concreto, l'assegno per la città di Roma dovrebbe ammontare a 524 milioni di euro; per Milano 206 milioni di euro; per Torino 115 milioni di euro; per Genova 74 milioni di euro; per Napoli 63 milioni di euro; per Bologna 48 milioni di euro; per Firenze 42 milioni di euro; per Bari 41 milioni di euro; per Venezia 34 milioni di euro; per Cagliari 20 milioni di euro; per Palermo 16 milioni di euro e per Reggio Calabria 9 milioni di euro.

"È vitale -evidenzia Loy- garantire la totale copertura finanziaria per evitare che si ripeta ciò che gli Italiani hanno vissuto in questi anni e, cioè, che si cambi il nome ma non la sostanza (Isi, Ici, Imu, TrasiI, Tuc, Iuc, Tasi) oppure che i Comuni, consenzienti o inconsapevoli, aumentino, per bilanciare le minori entrate, altre imposte e tasse locali a iniziare dall’Irpef Comunale che pesa soprattutto sui lavoratori e pensionati".

Quest’anno, infatti, calcola ancora la Uil, "ad oggi su 3.530 Comuni che hanno pubblicato le aliquote dell’Irpef comunale sul sito del Ministero dell’Economia, ben 990 pari al 28% hanno aumentato le aliquote, tra cui Bologna, Forlì e Livorno". Nel caso in cui il taglio Tasi "dovesse essere 'selettivo', ancor più innovativo, sarebbe quello di graduare il prelievo non solo sul valore dell'immobile, ma sulla condizione reddituale reale del contribuente" aggiunge il sindacato.

In sostanza, evidenzia la Uil, "si potrebbe utilizzare l'indicatore socio economico Isee che tiene conto del reddito e dei patrimoni per evitare che chi ha di più paghi meno o viceversa". Ultimo, punto "ma non secondario" evidenziato dal sindcato, è che "prima di parlare di abbassare altre tasse, il Governo si preoccupi di trovare, subito, le coperture per 16 miliardi di euro per l’anno prossimo al fine di evitare gli aumenti dell'Iva e delle Accise che peserebbero molto e di più dell’abolizione della Tasi, soprattutto per le famiglie a basso reddito".

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