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Alberghi e ristoranti: "Temiamo effetto Parigi da prossimo week end"

Fipe, informare ma senza allarmismo - Attivo osservatorio Federalberghi Roma

ECONOMIA
Alberghi e ristoranti: Temiamo effetto Parigi da prossimo week end

"Siamo molto preoccupati per i possibili effetti economici che possono colpire il settore della ristorazione italiana ma è ancora presto per parlare di contraccolpo sull'attività di bar, ristoranti, locali pubblici". Ad affermarlo all'Adnkronos è il presidente di Fipe Lino Enrico Stoppani, a proposito dell'allarme terrorismo che, dopo i tragici fatti di Parigi e il nuovo attentato in Mali, si è scatenato anche nel nostro Paese.

Stoppani si riserva di valutare meglio eventuali ripercussioni su pranzi e cene fuori casa, serate in discoteca a partire dal prossimo week end. "Se la situazione di insicurezza permane - spiega - ci potrebbero essere effetti devastanti per tutti i settori del commercio che vanno dal turismo agli acquisti, perché questo clima andrebbe a incidere sulla fiducia degli italiani" afferma facendo riferimento anche ai continui falsi allarmi bomba che si inseguono in queste ore a Milano e a Roma: "occorrerebbe - secondo il presidente di Fipe - trovare un equilibrio tra l'esigenza di informare e l'allarme che si crea".

Stoppani, comunque, è fiducioso che le autorità preposte alla sicurezza svolgano al meglio i controlli. "Arriviamo dall'esperienza di Expo, sei mesi in cui l'intelligence italiana ha presidiato bene la manifestazione che ha visto flussi turistici record". Attenzione ad una "situazione molto fluida e in divenire" anche dagli albergatori milanesi di Confcommercio rappresentati da Maurizio Naro, presidente di Apam.

A Milano, per ora, non si registrano contraccolpi sulle cancellazioni delle prenotazioni. "Abbiamo avuto una fiera importante che è iniziata il 12 novembre e non ci sono state disdette, l'occupazione delle camere resta elevata", spiega Naro all'Adnkronos. Ma c'è da dire, aggiunge, che "passata Expo ora si torna alla quotidianità e, Milano rispetto a Roma, è slegata da certi circuiti che magari comprendono Parigi e altre capitali europee".

"Non ci sono dati che possono già far pensare a un contraccolpo immediato in seguito ai tragici eventi di Parigi. Come operatori siamo comunque molto attenti a ciò che sta accadendo e pronti a predisporre contromisure in caso di eventuali disdette per venire incontro ai turisti e proporre opportunità ed offerte in altri momenti o secondo le loro esigenze", aggiunge.

"Siamo moderatamente preoccupati" per le notizie allarmistiche di questi giorni, comunque, in generale, è normale che ci siano degli effetti sul turismo per una evidente "reazione emotiva", dice Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma. "Le prime cancellazioni sono arrivate dai tour in arrivo dal Sud Est asiatico, dal Giappone e dalla Cina, che comprendevano anche Parigi. Non abbiamo notizie negative invece dai flussi che provengono da Usa, Canada, Centro America ed Europa". Quanto ai turisti russi "la domanda è diminuita dopo il gelo tra Obama e Putin, ma con la prospettiva di un accordo contro l'Isis ci si può aspettare qualcosa di buono".

Roscioli ritiene che le disdette dovrebbero andare via via scemando nell'arco di due mesi successivi a certi fatti, perché così è stato per Charlie Hebdo, per gli attentati di Madrid, di Londra e dell'11 settembre. "Ora la gente sta cambiando addirittura le proprie abitudini, non va più in autobus, in metropolitana, ma poi con il Giubileo ci dovremmo riprendere, magari dalla prossima primavera".

Federalberghi Roma però intende rilevare le cancellazioni con precisione, per questo ha istituito un osservatorio che monitorerà la situazione presso le strutture a 3, 4 e 5 stelle alle quali verranno chiesto le entità delle disdette, da quali Paesi, il trend delle prenotazioni e se ci sono modifiche.

In realtà l'osservatorio era già partito per il Giubileo, prima dei tragici eventi di Parigi e, dai primi riscontri, si è visto che per il ponte dell'Immacolata "l'occupazione delle camere nella capitale è del 51%, un dato non estremamente confortante. Dobbiamo infondere fiducia nell'immaginario collettivo", conclude Roscioli.

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