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Vivendi 'sbanca' assemblea Telecom: No a conversione azioni, sì a ingresso consiglieri

ECONOMIA
Vivendi 'sbanca' assemblea Telecom: No a conversione azioni, sì a ingresso consiglieri

Vivendi, a sorpresa, sbanca l'assemblea di Telecom. Non passa la delibera per la conversione delle azioni risparmio, con i francesi che si sono astenuti, decretando la bocciatura dell’operazione proposta dal board. Al contrario, l'assemblea ha approvato a maggioranza l'allargamento del board da 13 a 17 membri, punto all'ordine del giorno chiesto dal gruppo guidato da Vincent Bolloré. Ha votato a favore il 52,9% del capitale presente contro il 45,7% dei contrari. Astenuti l'1,4%. Nel cda di Telecom entrano dunque i quattro membri indicati dal socio Vivendi. L'assemblea ha approvato, con il 52,9% dei voti favorevoli, l'ingresso di Arnaud de Puyfontaine, Stephane Roussel, Hervè Philippe e Felicité Herzog.

Stando all'analisi dei numeri, perché il punto all'ordine del giorno passasse, con un'affluenza del 55,67%, serviva la maggioranza assoluta (50+1) dei presenti all'assemblea e, di conseguenza, Vivendi è riuscita a convincere della bontà della sua decisione un altro 10% circa dei votanti in assemblea, tra fondi e piccoli soci, assieme al suo 20%.

Altro voto sorprendente, quello con cui l'assemblea ha votato contro lo "svincolo dal divieto di concorrenza" per i membri del Cda, tra i punti da approvare dopo l'ampliamento del board. L'assemblea doveva autorizzare gli amministratori al "proseguimento delle attività indicate nei rispettivi curriculum" e invece ha votato a favore solo il 49,7%: era richiesta la maggioranza assoluta perché passasse. I quattro nuovi consiglieri francesi targati Vivendi, comunque, domani saranno già presenti a una riunione del board di Telecom Italia. Sul tema della concorrenza degli amministratori, Recchi dice di "non prevedere problemi" e che "il tema è un tema legale", che dovrebbe essere risolto.

Recchi parla anche della bocciatura della conversione delle azioni. "In effetti ci dispiace da come è andato il voto sulla conversione delle risparmio. Perdiamo un'opportunità per il gruppo ma adesso che abbiamo Vivendi nel board la ristudieremo in futuro insieme". "Non è un problema di se ma di quando", aggiunge spiegando di non sentirsi sconfitto dal voto.

Un siparietto è andato in scena tra lo stesso Recchi e l'amministratore delegato Marco Patuano. "Tra noi non c'è nessun contrasto". Battute e anche abbracci tra i due, per smentire le indiscrezioni di stampa che li vorrebbero fortemente in contrasto. "Fatemi abbracciare il presidentone", scherza Patuano, mentre Recchi, da parte sua, sostiene che non ci sia "alcun contrasto" tra lui e l'ad.

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