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Consob, estende divieto vendite allo scoperto su Mps

ECONOMIA
Consob, estende divieto vendite allo scoperto su Mps

Nuovo tonfo in Borsa per Mps. E la Consob estende il divieto di vendite allo scoperto - fino a giovedì 21 gennaio - mentre a mercati chiusi nuove rassicurazioni arrivano da Rocca Salimbeni. "L'andamento del titolo di questi giorni - commenta il presidente della Fondazione Mps Marcello Clarich - non trova giustificazione oggettiva nei dati aziendali secondo i quali l'istituto è stabile sotto l'aspetto economico e finanziario". Parole simili a quelle utilizzate ieri dall'amministratore delegato Fabrizio Viola che non frenano le vendite, anche oggi massicce sul titolo, mentre Piazza Affari mette a segno un rialzo dell'1,04% a 18.881 punti.

A fine seduta - dopo una raffica di sospensioni - Mps chiude con una flessione del 14,37% a 0,6555 euro. Le vendite sul comparto bancario si sono concentrare, in particolare, sugli istituti di credito interessati dalla nuova richiesta di informazioni sulla gestione dei crediti deteriorati da parte della Bce. Una richiesta - che coinvolge anche altre banche europee - che il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan definisce "una prassi standard", sottolineando che non c'è "nessuna preoccupazione specifica per le banche italiane". Rassicurazioni che si scontrano con le scelte degli investitori. Se fino a ieri erano "mani italiane ed estere" a vendere - a usare le parole del presidente della Consob, Giuseppe Vegas - oggi sarebbero gli azionisti a far scivolare il prezzo al ribasso e diversi analisti ritengono che la flessione potrebbe proseguire.

Da inizio anno il crollo di Mps è di circa il 45% con la capitalizzazione di Rocca Salimbeni che si è assottigliata sotto i due miliardi di euro. Il valore di Borsa della banca è distante dai tre miliardi di aumento di capitale realizzato solo a fine giugno. Operazione voluta dalla Bce e che ha seguito a distanza di solo un anno quella da cinque miliardi del giugno 2014. Numeri che fanno crescere l'attesa per i conti di bilancio del 2015, che saranno esaminati dal cda che si riunirà il prossimo 5 febbraio.

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