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Banche: Padoan difende sistema Italia, vertice a P.Chigi/Adnkronos

Con Renzi e Visco, collaborazione, sintonia e attenzione a turbolenze

ECONOMIA
Banche: Padoan difende sistema Italia, vertice a P.Chigi/Adnkronos

''Oggi, come qualcuno avrà notato, è una giornata di turbolenze dei mercati finanziari''. Nel bel mezzo di un convegno sulle centrali d'acquisto, spesa sanitaria e costi standard delle siringhe, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, decide di introdurre il tema più caldo di questi giorni con una battuta. Assicura che il sistema italiano ''ha una solidità di fondo'' e, infatti, gli investitori stranieri considerano l'Italia ''uno dei posti più attraenti in cui investire". Insomma il paese sta andando nella direzione giusta, e lo dimostrano i dati sulla crescita economica e l'aumento dell'occupazione.

Il titolare del dicastero di via XX settembre parla sul chiudere di un'altra mattinata 'nera' per la borsa di Milano (accompagnata dalle altre piazze europee), nonostante la decisione della Consob di prolungare il divieto di vendite allo scoperto per Mps. Mattinata che era iniziata a Palazzo Chigi dove ha incontrato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e il direttore generale di Via Nazionale Salvatore Rossi.

Fonti di palazzo Chigi ricostruiscono il confronto. Le turbolenze sono seguite dalle autorità competenti "con grande collaborazione, sintonia e attenzione, nella consapevolezza della complessità della situazione (anche alla luce degli eventi internazionali)''. Anche secondo il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, non c'è ''alcuna seria crisi bancaria profilarsi all'orizzonte". Le banche italiane, assicura palazzo Chigi, saranno aiutate dalle misure passate e future del legislatore, che consentiranno una gestione ''più rapida e adeguata dei crediti in sofferenza''. Di tempo favorevole agli investimenti in Italia, si torna a parlare anche nel corso dell'incontro tra il premier, il governatore e il ministro. Le istituzioni metteranno in campo ''tutte le iniziative necessarie per completare il processo di consolidamento iniziato con la riforma delle banche popolari".

(Adnkronos) - Le rassicurazioni non sono servite, però, a far invertire la rotta di piazza Affari. La seduta, infatti, è stata contraddistinta dalle vendite del comparto bancario, che paga le conseguenze di un mix esplosivo: la necessità di consolidamento, le nuove regole di bail in e l'ipotesi di controlli da parte della Bce, per i crediti deteriorati. Oltre ogni aspettativa, il tonfo di Mps, oltre il 22%. “Le prime evidenze relative al 2015 confermano che l'attuale andamento del tutto anomalo del titolo Mps non ha alcun riscontro nei fondamentali della banca che anche nel corso dell'ultimo trimestre sono migliorati, confermando il trend evidenziato nei primi nove mesi dell'anno", rassicura l'amministratore delegato di Mps Fabrizio Viola

Per il sistema ''non ci sono motivazioni così forti da giustificare questa elevata volatilità". Il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, è sicuro che ''le autorità competenti, tra cui anche quella giudiziaria, avranno molto lavoro da fare''.

I dati a disposizione dell'Associazione bancaria, aggiornati a dicembre, sottolinea il presidente al termine del comitato esecutivo, smentiscono l'ipotesi di fughe dei clienti dai depositi: ''Sappiamo che c'è stato un incremento dei depositi", dice Patuelli. Contemporaneamente da Poste arriva la smentita di un suo possibile coinvolgimento in operazioni di salvataggio di istituti di credito. Per il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ''l’attacco di questi giorni al sistema bancario italiano è figlio dell’irresponsabilità. La strumentalizzazione in atto non fa altro che peggiorare la situazione innescando una piscosi di massa che può essere estremamente pericolosa per il Paese".

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