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L'inflazione non risale nonostante la Bce: ad aprile -0,1% su mese, -0,5% su anno

13 maggio 2016 | 11.34
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(Foto Fotogramma) - FOTOGRAMMA
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Nonostante le iniezioni di liquidità della Bce l'inflazione in Italia non si rialza, anzi resta negativa. Infatti, come rivelano i dati Istat, ad aprile 2016 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, è sceso dello 0,1% su base mensile e ha registrato una diminuzione su base annua pari a -0,5% (la stima preliminare era -0,4%), più ampia di tre decimi di punto percentuale rispetto a quella registrata a marzo (-0,2%). Lo rileva l'Istat. Su base annua la maggiore flessione dell'indice generale, sottolinea l'Istituto di Statistica, è principalmente da attribuire all'accentuarsi del calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (-6,4%, da -2,7% del mese precedente), cui contribuiscono sia il Gas naturale (-9,9%, da -5,7% a marzo) sia l'Energia elettrica, che segna un'inversione di tendenza (-1,9%, da +1,5% del mese precedente).

Pertanto, al netto dei soli beni energetici, l'inflazione rimane stabile a +0,4%, mentre al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, scende a +0,5% (da +0,6% di marzo), rileva ancora l'Istat che ha diffuso oggi i dati definitivi. L'inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,5% (era -0,4% a marzo). Rispetto ad aprile 2015, i prezzi dei beni registrano una lieve accentuazione della flessione (-1,1%, da -1,0% di marzo) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi rallenta (+0,4%, da +0,7% del mese precedente). Di conseguenza, prosegue l'Isituto di Statistica, rispetto a marzo 2016, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di due decimi di punto percentuale.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% rispetto a marzo e diminuiscono dello 0,2% su base annua (da -0,3% del mese precedente). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,2% in termini congiunturali e diminuiscono dello 0,9% in termini tendenziali (era -1,1% a marzo). L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,2% su base mensile mentre fa segnare una diminuzione dello 0,4% su base annua (la stima preliminare era -0,3%), più ampia di due decimi di punto percentuale rispetto al calo registrato a marzo (-0,2%).

Il rialzo congiunturale, aggiunge ancora l'Istat, è in larga parte dovuto al rientro definitivo dei saldi invernali, di cui il Nic non tiene conto. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e diminuisce dello 0,4% nei confronti di aprile 2015.

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