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Arretrati bollo auto: come mettersi in regola

ECONOMIA
Arretrati bollo auto: come mettersi in regola

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Il bollo auto è una tassa automobilistica, legata al possesso del veicolo, che va pagata anche quando non viene utilizzato. Si tratta di un tributo che deve essere versato alla regione nella quale l'automobilista ha la residenza e, ricorda il portale 'laleggepertutti.it', deve essere pagato entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza, salvo in caso di vendita, furto o demolizione del veicolo.

Per calcolare l'importo esatto del bollo ci si può avvalere del sistema online messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate o dall'Aci, accedendo alla pagina dedicata, dove devono essere inseriti alcuni dati: tipo di veicolo, tipo di pagamento e il numero di targa. Il calcolo viene effettuato in automatico, e l'importo del bollo varia a seconda della potenza del veicolo espressa in Kw, della sua classe ambientale e della tariffa regionale.

La scadenza del pagamento del bollo viene stabilita dalla regione di appartenenza del proprietario. La ricevuta di pagamento deve essere conservata per cinque anni senza obbligo di esporla. Ciò in quanto, se l'Aci manda un avviso di accertamento in cui denuncia il mancato pagamento del tributo, l'onere della prova è a carico del proprietario del veicolo che deve fornire tutte le ricevute di pagamento dei bolli scaduti.

Entro 30 giorni dall'accertamento del mancato pagamento del bollo per tre anni consecutivi, il Pra cancella il veicolo dal registro automobilistico. La direzione generale della Motorizzazione Civile, poi, ritira la targa e la carta di circolazione per mezzo delle forze dell'ordine. Quindi, affinché il veicolo possa tornare a circolare, deve essere iscritto per la seconda volta al Pra e devono essere pagati tutti i bolli e le relative sanzioni. Si tratta, tuttavia, di un caso estremo, ma che è preferibile evitare per via degli ostacoli burocratici che si devono superare successivamente.

Se il pagamento del bollo avviene in ritardo, per brevi periodi, la posizione del proprietario dell'auto può essere regolarizzata attraverso il ravvedimento operoso. Si tratta di un sistema che consente al proprietario del veicolo di rientrare in regola di sua iniziativa ottenendo un mini condono sull'importo della sanzione. Il ravvedimento operoso viene eseguito al momento del pagamento del tributo se non ci sono contestazioni della violazione. Il ritardato pagamento del bollo d'auto comporta oltre alla sanzione pecuniaria, anche il calcolo degli interessi di mora su base giornaliera. A partire dall'1 gennaio 2016 decorre l'applicazione del nuovo sistema sanzionatorio più favorevole rispetto all'impianto precedente.

Ad esempio, le nuove sanzioni 'già ravvedute' in caso di omesso/insufficiente versamento sono pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo se questo non supera i 15 giorni, 1,5% se il pagamento avviene tra il 16esimo e il 30esimo giorno successivo al termine di riferimento, 1,67% se il pagamento avviene tra il 31esimo e il 90esimo giorno successivo al termine di riferimento, 3,75% se il pagamento avviene oltre il 90esimo giorno successivo al termine di riferimento ma entro un anno dall'omissione o dall'errore.

A tre anni dalla data di scadenza del dovuto versamento o, meglio, al 31 dicembre del terzo anno successivo a quello del mancato versamento subentra la prescrizione. Decorsi questi tre anni, i diritti dell'Aci a richiedere i pagamenti si estinguono. Nello stesso termine, cade anche il diritto del contribuente a richiedere il rimborso delle tasse indebitamente pagate all'Ente competente. Il termine dei tre anni è anche il termine utile per l'accertamento di un eventuale mancato pagamento.

Il termine di prescrizione si interrompe però se l'amministrazione finanziaria o Equitalia inviano una cartella esattoriale al contribuente, con l'obbligo di ricalcolo a partire dalla data di notifica dell'avviso di accertamento. In altre parole, può accadere che l'ente competente assegni il compito della riscossione del tributo ad Equitalia, che notifica la cartella esattoriale entro due anni dall'assegnazione dell'incarico. Se ciò non avviene, cade il diritto di recupero del tributo, anche se il termine di prescrizione non è trascorso. Ecco perché è importantissimo conservare le ricevute di pagamento del bollo per almeno cinque anni, considerato anche il possibile rinnovo del termine di prescrizione.

Cosa fare se arriva un accertamento esattoriale? Il contribuente può decidere come comportarsi a seconda della tipologia di atto che gli sarà notificato: la regione, infatti, può inviare preventivamente una sorta di avviso bonario che non necessiterà della sua impugnazione dinnanzi alla commissione tributaria per essere annullato. Se a notificarci una cartella esattoriale è Equitalia, l'unico modo per annullarla è la presentazione di un ricorso, con tutte le incombenze del caso.

Con il ricorso in questione, si contesta quanto affermato nella cartella esattoriale e ci si oppone a qualsiasi richiesta di pagamento, attraverso un'analisi preliminare al fine di capire su cosa fondare il ricorso stesso. Tra gli esempi si ricordano la ricezione della notifica oltre i termini di legge, la cartella esattoriale in difetto di motivazione o incompleta (priva, ad esempio, dell'indicazione della targa), o il bollo auto già pagato (in tal caso è necessario allegare opportuna documentazione, comprese tutte le ricevute di pagamento).

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