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Poste, slitta collocamento quota residua Tesoro

Per offerta nuova tranche si attendono condizioni mercato più favorevoli

ECONOMIA
Poste, slitta collocamento quota residua Tesoro

Slitta il collocamento dell'ultima quota di Poste in mano al Tesoro. A quanto apprende l'Adnkronos, l'operazione prevista per settembre-ottobre sarebbe rimandata a tempi migliori, visti soprattutto gli attuali valori di Borsa. La decisione sarebbe stata concordata fra Palazzo Chigi, Tesoro e i vertici aziendali. L'obiettivo resta strategico nel piano complessivo delle privatizzazioni ma si vuole evitare quella che rischierebbe essere una 'svendita'.

Il decreto della presidenza del Consiglio, approvato in Cdm lo scorso 31 maggio, fissava i criteri per il collocamento della quota ancora detenuta dal Tesoro (il 29,7%) dopo il conferimento a Cdp del 35% della partecipazione. L’alienazione della ulteriore quota, evidenziava il decreto, potrà avvenire anche in più fasi e si realizzerà attraverso un’offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del Gruppo Poste Italiane, e/o a investitori istituzionali italiani e internazionali.

Come confermano fonti del Tesoro all'Adnkronos, una volta completato l'iter parlamentare con il parere della commissione trasporti della Camera, il Governo indicherà il timing dell'operazione sia tenendo conto delle indicazioni del Parlamento sia delle condizioni del mercato in modo da continuare a valorizzare l'azienda. L'operazione non è quindi sospesa e l'orientamento del governo, se le condizioni lo permetteranno, è comunque quella di arrivare al collocamento entro la fine dell'anno.

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