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Terremoto, detrazioni e deduzioni fiscali sulle donazioni

ECONOMIA
Terremoto, detrazioni e deduzioni fiscali sulle donazioni

(Afp)

Il terremoto dello scorso 24 agosto nelle zone di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo sta suscitando ovunque solidarietà, non solo tra i cittadini italiani, ma anche da parte di istituzioni e organismi privati, dal Nord al Sud della Penisola. Non sono trascorsi ancora dieci giorni e la solidarietà di coloro che vogliono contribuire con opere concrete continua a manifestarsi in maniera sempre più diffusa.

Anche il Fisco fa sentire così il proprio peso, proprio come è avvenuto in precedenti circostanze, quando il sisma colpì l'Emilia Romagna o l'Aquila, e di nuovo l'Umbria e le Marche. Gli aiuti possono in questo modo trasformarsi in incentivi e sgravi fiscali convenienti soprattutto per i donatori più generosi.

Se si utilizzano, ad esempio, le agevolazioni previste per le cosiddette "elargizioni liberali", i contribuenti italiani possono dimostrare che le somme donate non sono più "a loro disposizione", bensì che sono state utilizzate "per fini estranei ai propri bisogni". Nell'evenienza che queste caratteristiche vengano rispettate, le somme non saranno tassate. A patto - però - che la donazione sia rintracciabile: in altre parole niente contanti è la parola d'ordine; il motivo del resto è evidente.

Questo breve elenco rende conto delle principali agevolazioni fiscali a cui si può accedere: le persone fìsiche che decidono di donare una somma significativa in favore di onlus, associazioni e fondazioni attive nelle zone terremotate hanno diritto a due differenti tipi di agevolazioni: la detrazione Irpef pari al 26% e la deduzione dal reddito imponibile.

Quanto alle aziende, invece, esse hanno diritto ad un’agevolazione in più: si potrà dedurre dal reddito imponibile Ires la somma in denaro donata. Prevista anche la deducibilità dal reddito d’impresa delle erogazioni effettuate in favore delle popolazioni terremotate, nel caso in cui siano indirizzate a fondazioni, associazioni, comitati ed enti, individuati con decreti dei prefetti delle rispettive province. Infine potranno essere dedotti anche i beni ceduti gratuitamente a fondazioni, associazioni, comitati o enti.

Derrate alimentari e i prodotti farmaceutici (ceduti a titolo gratuito alle onlus) possono essere estromessi dal calcolo del reddito d’impresa tassato con l’Ires o con l’Irpef, così come i beni non di lusso con vizi o imperfezioni tali da renderne impossibile la vendita.

Si possono dedurre anche "le spese relative all'impiego di lavoratori dipendenti", assunti a tempo indeterminato, utilizzati per prestazioni di servizi erogate a favore di onlus, "nel limite del cinque per mille dell'ammontare complessivo delle spese per prestazioni di lavoro dipendente".

Il cosidetto "Art Bonus", invece, è diretto a chi intenda salvaguardare il patrimonio culturale: si prevede un credito d’imposta del 65% (fino a un massimo del 15% del reddito imponibile per persone fisiche ed per enti che non svolgono attività d’impresa.

Riguardo ai dipendenti, infine, c'è lo strumento del "payroll giving", in virtù del quale i dipendenti di un’azienda potranno decidere di donare l’equivalente economico di un’ora del loro stipendio, grazie a una trattenuta dalla busta paga. La donazione può essere fatta per un anno intero e su di essa sono sempre applicabili deduzioni e detrazioni.

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