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Expo, a Rho nasce il Parco della Scienza: cantieri entro il 2018

ECONOMIA
Expo, a Rho nasce il Parco della Scienza: cantieri entro il 2018 /Video

(Fotogramma)

Un'area interamente dedicata alla scienza, alla tecnologia e all'innovazione, con centri di studio e di ricerca, aree verdi, edifici residenziali, centro commerciale e spazi per lo svago e il divertimento che la terranno viva 24 ore su 24. Così Giuseppe Bonomi, amministratore delegato di Arexpo, società pubblica proprietaria dei terreni che ospitarono il sito espositivo di Expo 2015, presenta il Parco della Scienza, del Sapere e dell'Innovazione che prenderà vita sull'area tra Milano e Rho e che oggi vive una importante fase nel processo di realizzazione, con l'apertura del tavolo di confronto con gli stakeholder del territorio.

Una tappa che dovrebbe protrarsi con tutta probabilità per le prossime due settimane: "Il confronto - spiega Bonomi all'Adnkronos - si apre su un documento che noi chiamiamo 'Linee guida sul futuro piano industriale della società' ed è un documento di carattere strategico che contiene una serie di indirizzi che saranno poi utilizzati per l'elaborazione del masterplan, ovvero il principale strumento di pianificazione nei processi di sviluppo dei progetti di questo genere".

L'advisor, ovvero la figura che si dovrà occupare della sua realizzazione, sarà scelto con una gara internazionale che, sottolinea Bonomi, "sarà molto complessa, perché dalla qualità del masterplan dipenderà il successo dell'intera operazione immobiliare". Il parco sorgerà attorno ai due grandi progetti di Human Technopole e dell'università di Milano che fungeranno da catalizzatori di attrazioni di altre realtà pubbliche e private, apportando un valore aggiunto all'intera area: "Noi - sottolinea Bonomi - abbiamo pensato a una visione unitaria del processo di trasformazione territoriale" e "senza indugi posso affermare che questo è destinato a diventare 'il' parco della scienza, del sapere e dell'innovazione".

Un parco all'interno del quale "saranno insediate, rispettando i parametri urbanistici che ci sono stati dati, anche funzioni redditizie, come possono essere quelle di investimenti sul sito da parte di società nazionali e internazionali" che contribuiranno a rendere l'area un polo di attrazione anche per quelle realtà che, dopo la Brexit, sono in cerca di una nuova sede all'interno dell'Unione europea. In questo momento, dunque, "inizia un importante percorso di confronto e partecipazione che - osserva l'ad di Arexpo - ci consentirà di avere uno strumento di pianificazione, oltre che di poterci dotare di un piano industriale a medio e lungo termine entro il 2017".

Piano a cui seguirà l'avvio dei cantieri, previsto "per dirla calcisticamente, nella stagione 2017-2018". Mentre per vedere completati i lavori, occorrerà aspettare ancora qualche anno: "Questi grandi processi di trasformazione territoriale - puntualizza Bonomi - non si limitano a pochi anni, ma certamente immaginiamo uno sviluppo progressivo dell'area nel prossimo decennio".

Manifestazioni di interesse, finora, sarebbero pervenute già da una trentina di soggetti internazionali. Tra questi, ci sarebbe le industrie farmaceutiche Roche e Bayer, il colosso svedese dei telefonini Nokia e la multinazionale statunitense Ibm. "E - assicura Bonomi - sono convinto che al termine del processo di pianificazione, avremo investimenti ben definiti che satureranno completamente l'area". Nel frattempo, Arexpo dovrà provvedere alle spese per la manutenzione dell'area per un totale che non supera i 12 milioni di euro l'anno. Inoltre dovrà onorare i debiti contratti con Expo spa e la fondazione Fiera. Per la prima, si parla di una rata da 50 milioni a fine anno e una da 25 a giugno 2017. Un impegno ingente, ma, come tiene a precisare Bonomi, "la società è assolutamente solida" e attualmente sta definendo con una cordata di banche, capitanate da Intesa Sanpaolo, le modalità per onorare il fabbisogno di fine 2016 e del 2017. "Considerando poi i 46,5 milioni che dovremo dare a Fiera a metà 2017 - conclude Bonomi - il nostro rapporto debito/equity è sotto lo 0,8/0,9%, molto al di sotto di quello di altre società di sviluppo immobiliare".

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