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Mps, Padoan sulle dimissioni di Viola: "Serviva discontinuità"

ECONOMIA
Mps, Padoan sulle dimissioni di Viola: Serviva discontinuità

Serviva discontinuità. Per questo è stato necessario il passo indietro dell'ormai ex amministratore di Mps Fabrizio Viola. Rispondendo a una interrogazione durante il question time alla Camera il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan spiega le motivazioni del cambio al vertice della banca di Rocca Salimbeni. La realizzazione del nuovo aumento di capitale prospettato per Mps "comporta un piano che dovrà essere in discontinuità rispetto all'ultimo aumento di capitale", dice, rispondendo al parlamentare che chiedeva conto del presunto ruolo del governo nelle dimissioni del banchiere. Un "segnale di discontinuità facilita" l'attuazione del nuovo piano di risanamento, lo smaltimento delle sofferenze e "lo sviluppo di una banca rinnovata e sostenibile", aggiunge il ministro.

Padoan quindi ricorda il percorso che ha portato la banca alle ultime decisioni. "Mps ha ricevuto a fine giugno la lettera della Bce con la richiesta di una riduzione dei crediti deteriorati netti" e "la banca per soddisfare tale requisito ha deciso di accelerare la riduzione dei crediti" in sofferenza. Viola, aggiunge ancora Padoan, "in qualità di ad, chiamato nel 2013 alla guida della banca in momento di difficoltà, ha gestito l'istituto per oltre 4 anni e con due complessi aumenti di capitale".

E anche rispetto alla nomina del successore di Viola, Padoan respinge al mittente l'ipotesi di ingerenze da parte del governo. Quanto alla scelta del nuovo ad marco Morelli "è avvenuta sulla base delle procedure di scelta della banca", e con "unanime consenso da parte di tutto il cda". La nomina adesso "sarà soggetta alla valutazione della Bce che si esprimerà nelle prossime settimane".

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