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Parli al telefono mentre guidi? Rischi il sequestro del cellulare

ECONOMIA
Parli al telefono mentre guidi? Rischi il sequestro del cellulare

Foto di repertorio (Fotogramma)

L'uso del telefonino mentre si guida può mettere in pericolo la propria e l'altrui incolumità, si sa, oltre al fatto che si rischia di essere multato - si legge su studiocataldi.it - perché si sta violando il Codice della Strada. Ma non è tutto, perché ora come ora potrebbe scattare anche il sequestro dello smatphone.

L'Istat ha stimato che tra i comportamenti errati più frequenti e sanzionati vi è proprio l'uso del cellulare alla guida, senza utilizzo di supporti come viva voce e auricolari bluetooth: questo provoca anche maggiormente distrazione e aumenta il rischio e la frequenza di incidenti stradali. Nel giro di un quinquennio si sono raggiunte le 5mila multe per uso pericoloso del telefonino alla guida. Secondo le rilevazioni di Polizia di Stato e Carabinieri, l'uso del cellulare mentre si guida nel 2015 ha causato 48.524 infrazioni al Codice della strada, il 20,9% in più rispetto all'anno precedente. Mentre gli incidenti mortali sono passati dai 1.587 del 2014 a 1.627 nel 2015, provocando 1.752 vittime.

Poiché il fenomeno è in rialzo e non accenna a diminuire, le forze dell'ordine hanno pensato di passare alle 'maniere forti', quale il sequestro del bene tecnologico utilizzato durante la marcia, misura già in atto in altri paesi europei come Svizzera e Germania.

Il primo caso di sequestro del cellulare per uso in auto in Italia si è verificato a Torino pochi giorni fa: la polizia, infatti, è in grado di verificare se al momento del sinistro il trasgressore fosse o meno coinvolto in attività che provocano distrazione alla guida. Il nucleo di investigazione scientifica della polizia municipale ha provveduto a ritirare e analizzare gli apparecchi tecnologici utilizzati dall'automobilista, al fine di verificare se l'uomo stesse utilizzando il telefono al momento dell'incidente.

Basta un'indagine forense degli apparecchi, infatti, a constatare se la persona alla guida fosse 'impegnata' a chattare, a parlare al telefono o a scambiarsi dati. Tuttavia, una simile indagine può realizzarsi solo in caso di reati, come omicidio stradale e lesioni. Per le forze dell'ordine, è importante analizzare l'ambiente tecnologico nel suo complesso: l'uso distorto della tecnologia che provoca vittime e incidenti, quindi, deve coinvolgere anche il navigatore satellitare, la radio, o qualunque apparecchio idoneo a rendere disattento non solo l'automobilista, ma anche il ciclista o chi cammina a piedi o in moto.

Il Codice della Strada (art. 173, secondo comma) prevede precisa: "È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all'articolo 138, comma 11, e di polizia". È però consentito, prosegue la norma, l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani). Chiunque viola tale disposizione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 160 a euro 646. Inoltre, si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un'ulteriore violazione nel corso di un biennio.

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