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Censis, le istituzioni sono in crisi. Cresce il distacco fra politica e società

Le prime non fanno più da cerniera, gli altri due corpi rintanati su se stessi alimentano populismo

ECONOMIA
Censis, le istituzioni sono in crisi. Cresce il distacco fra politica e società

(Foto Fotogramma)

Le istituzioni sono "profondamente in crisi", sono "inermi perché vuote o occupate da altri poteri", e non riescono più "a fare da cerniera fra mondo politico e corpo sociale", mentre è "grande il distacco fra popolo e politica", tanto che i due corpi "si rintanano su se stessi", ognuno "va per proprio conto". Un mix che "alimenta il populismo".

E' il Censis a tracciare il perimetro in cui versa la società italiana nelle sue diverse declinazioni nel Rapporto 2016 sulla Situazione Sociale del Paese, diffuso oggi. "Nel parallelo 'rintanamento chez soi' di politica e società cresce il populismo" afferma il Censis che indica la "pericolosa faglia che si va instaurando tra mondo del potere politico e corpo sociale, che vanno ognuno per proprio conto, con reciproci processi di rancorosa delegittimazione".

"Il corpo sociale si sente rancorosamente vittima di un sistema di casta" avvertono gli analisti dell'istituto, mentre "il mondo politico si arrocca sulla necessità di un rilancio dell’etica e della moralità pubblica" e le "istituzioni non riescono più a 'fare cerniera' tra dinamica politica e dinamica sociale, di conseguenza vanno verso un progressivo rinserramento".

Delle tre componenti di una società moderna, corpo sociale, istituzioni, potere politico, "sono proprio le istituzioni a essere oggi più profondamente in crisi" sottolinea il Censis che passa sotto la lente lo stato dei tre 'gruppi' sociali. La società italiana, rileva, invece "continua a funzionare nel quotidiano, rumina gli input esterni e cicatrizza le sue ferite", scandita da questi "tre processi chiave". Le imprese "continuano a operare" nelle dinamiche di filiera, le famiglie "continuano a coltivare i loro risparmi e i loro patrimoni", il sistema di welfare "continua la sua lucida e spesso dura quadratura" per "non perdere il ruolo cardine di "soddisfare i bisogni sociali".

Intanto siamo entrati "in una seconda era del sommerso": non più pre-industriale, ma, rileva il Censis, post-terziario, "non un sommerso del lavoro" ma "un sommerso di redditi" che prolifera nella gestione del risparmio cash, nelle strategie di valorizzazione del patrimonio immobiliare come bed and breakfast o location per event, nel settore dei servizi alla persona, dalle badanti alle babysitter, alle lezioni private, nei servizi di 'mobilità condivisa' e di recapito. È una 'macchina molecolare', delinea l'isituto, senza un sistemico orientamento di sviluppo, in cui "proliferano figure lavorative labili e provvisorie".

Figure, osserva il Censis, che si ritrovano "soprattutto tra i giovani che vivono nella frontiera paludosa tra formazione e lavoro". Il corpo sociale, rimarca l'istituto, finisce così per assicurarsi la sua primordiale funzione, quella di "reggersi" anche senza disporre di strutture portanti politiche o istituzionali. In questo contesto, la politica riafferma orgogliosamente il suo primato progettuale e decisionale. Tutt'e due alimentano il populismo. E in questo scenario, "è tempo per il mondo politico e il corpo sociale di dare con coraggio un nuovo ruolo alle troppo mortificate istituzioni" avverte ed esorta l'istituto di ricerca socio-economica.

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