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I diamanti? "Investimento rischioso". Lo dice la Consob

ECONOMIA
I diamanti? Investimento rischioso. Lo dice la Consob

I diamanti non sono un bene-rifugio come l'oro e l'acquisto di queste gemme preziose attraverso il canale bancario, che li propone come investimenti, richiede la "massima cautela": si tratta di "investimenti che possono presentare rischi non immediatamente percepibili". Il richiamo arriva dalla Consob che accende un faro su queste operazioni dopo aver ricevuto segnalazioni di associazioni di consumatori in merito a proposte commerciali di compravendita di diamanti effettuate da società specializzate che operano tramite i propri siti web o attraverso sportelli bancari.

La questione è al centro anche di un'accesa polemica sollevata dai gioiellieri che contestano la definizione dei diamanti come bene da investimento. "Gli istituti di credito o altri intermediari che vendono diamanti - incalza Steven Tranquilli direttore di Federpreziosi-Confcommercio parlando all'AdnKronos - non sono profondi conoscitori della materia anche se, come noi, si avvalgono di certificazioni gemmologiche".








"ll diamante acquistato fuori dalle gioiellerie spesso viene sopravvalutato rispetto alle sue caratteristiche, le famose quattro C (Carat, il peso in carati, Cut ovvero come sono tagliati, Clarity la purezza e Color il colore) e quindi quando una persona viene da noi per farlo valutare molto spesso rimane delusa" dichiara Tranquilli.

I prezzi di acquisto dei diamanti, determinati direttamente dal proponente, puntualizza la Consob "sarebbero superiori al loro valore di mercato. Non sarebbe, inoltre, chiaro, a causa della scarsa trasparenza delle proposte, quale parte del prezzo sia dovuta al costo effettivo del diamante e quale sia invece rappresentata dalle commissioni applicate dalle società proponenti e dagli istituti bancari al momento dell'operazione".

"L'oro ha una quotazione giornaliera sulla Borsa di Londra il diamante invece - spiega Tranquilli - ha una quotazione che fa capo al Rapaport o ad altri indici che si basano su accordi tra operatori. Non c'è uniformità e il gioielliere può vendere il diamante a un prezzo superiore o inferiore al Rapaport. Molte volte è sopravvalutato rispetto alle sue caratteristiche, viene promesso un investimento ma il più delle volte non accade".

La Federazione dei gioiellieri apprezza dunque la posizione assunta da Consob "un passo importante che vede un primo concreto risultato del lavoro, finalizzato alla chiarezza e alla trasparenza del mercato, che ci ha visti così impegnati", dichiara il presidente Giuseppe Aquilino.

Una delle due società nel mirino della Consob, Intermarket Diamond Business, interpellata dall'Adnkronos prima dell'avviso dell'Authority si difende alle accuse. "La questione è posta in termini non corretti, in gioielleria si acquista un bene di lusso finalizzato a se stesso, al piacere personale, chi invece acquista un diamante in banca lo fa acquistando un bene associato a una serie di servizi fondamentali che fanno di questo bene e un vero e proprio investimento" afferma l'ad Claudio Giacobazzi.

Intermarket Diamond Business offre una serie di garanzie di prodotto e di servizio, quali "la certificazione internazionalmente riconosciuta e la certificazione etica che garantisce che il diamante non proviene da zone interessate da eventi bellici o legate al terrorismo". Secondo Giacobazzi inoltre, la fase più importante offerta da Idb consiste nel "poter ricollocare a un prezzo certo il diamante. Altro aspetto importante fornito alla clientela è la possibilità di custodire il bene gratuitamente nei caveau, e, altrettanto fondamentale è la consulenza post vendita".

In questo quadro, la Consob ha avviato anche una collaborazione con Banca d'Italia e Antitrust per vederci chiaro con "specifici approfondimenti", in quanto "la vendita di diamanti può assumere le caratteristiche di offerta di un prodotto finanziario se siano esplicitamente previsti anche tramite contratti collegati, elementi come ad esempio promesse di rendimento, obblighi di riacquisto, realizzazione di profitti ovvero vincoli al godimento del bene".

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