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Nei servizi professionali 70% delle imprese italiane positive per il 2017

E' il dato emerso dalla ricerca di Asseprim Focus, l'osservatorio economico del settore dei servizi professionali all'impresa che fa capo a Confcommercio

ECONOMIA
Nei servizi professionali 70% delle imprese italiane positive per il 2017

Le fiducia nell'andamento economico dell'Italia da parte delle imprese dei servizi professionali va in controtendenza rispetto al sentimento generale del mercato: circa il 70% degli operatori guardando al secondo semestre 2016 ha visto o un miglioramento (11,8%) o nessuna variazione nella situazione rispetto ai sei mesi precedenti (57%). A pensare, invece, che la situazione del Paese sia peggiorata è il 31,2% degli intervistati. E' il dato emerso dalla ricerca di Asseprim Focus, l'osservatorio economico del settore dei servizi professionali all'impresa che fa capo a Confcommercio, presentata oggi a Roma.

Gli indicatori di sintesi, spiega la ricerca, mettono ancor di più in evidenza il sentimento positivo degli operatori del settore nelle aspettative per la prima parte del 2017, per la quale si prevede un ulteriore miglioramento dello scenario economico: tra luglio e dicembre 2016 l'indicatore è stato pari a 40,3%, per il futuro (gennaio-giugno) sale al 45,7%.

In linea generale, prosegue il rapporto, le imprese del comparto mostrano un clima di fiducia non basso anche circa l’andamento economico della propria attività nei sei mesi presi in esame. Il 17,8% ha parlato di un miglioramento, il 55,7% non ha visto variazioni, il 26,5% ha registrato un peggioramento. L’indicatore congiunturale appare in crescita in vista della prima parte del 2017: passa dal 45,65 di luglio-dicembre al 48,5% di gennaio-giugno 2017.

Dato in controtendenza quello relativo ai tempi di pagamento dei clienti: la previsione per i primi sei mesi del 2017 è in leggero calo rispetto al semestre precedente: 36% contro il 36,3%. Un valore, spiega il rapporto, legata allo stato di salute delle imprese degli altri settori di attività economica. In ogni caso, al di là di fenomeni per lo più endogeni, il sentiment positivo delle imprese del settore è collegato al giudizio positivo circa il livello dei ricavi, previsti in aumento nella prima parte dell’anno rispetto al secondo semestre 2016.

La predisposizione positiva delle imprese, in termini di clima di fiducia, è in qualche modo un predittore della capacità di investimento delle stesse. Quando questo è elevato, le imprese propenderanno inevitabilmente a programmare piani strategici nel breve e nel medio periodo, anche in vista di nuove assunzioni, con uno sguardo a quelle che sono le nuove frontiere del mondo del lavoro. Tutto questo assume ancor più valore se contestualizzato in un quadro che continua a faticare ad assestarsi in termini di occupazione (oltre il 45% degli operatori del settore si è visto costretto ad intervenire sui propri organici nel corso degli ultimi sei mesi). Il dato, che comunque se confrontato con la totalità delle imprese italiane risulta meno preoccupante, porta con sé segnali confortanti se letto nel combinato disposto con il clima di fiducia di cui sopra.

Il processo di modernizzazione delle imprese si concretizza anche nella ricerca di nuovi ruoli professionali. Mediamente, l’8% delle imprese dei servizi professionali ritiene che, già nei prossimi due anni, oltre il 5% degli organici sarà costituito da figure innovative sul mercato del lavoro.

Esistono delle oggettive difficoltà che riguardano l’intero tessuto imprenditoriale italiano, ma le imprese dei servizi professionali si pongono come comparto trainante offrendo un contributo decisivo nella ricerca di nuove figure: il mondo del lavoro è ancora in crisi, ma le imprese che "ci credono" provano a guardare oltre gli orizzonti già noti. Non a caso, spiega il rapporto, il 60% degli operatori del settore attribuisce un’importanza rilevante alle competenze dei propri collaboratori (fattore strettamente legato ai fabbisogni formativi delle imprese), elemento che diventa discriminante in sede di colloquio e che apre il dibattito sui cambiamenti che l’innovazione tecnologica sta inevitabilmente introducendo.

In questi termini, strategico diventa il tema della formazione, che per il 61% delle imprese è vista come un fattore essenziale in un’ottica di sviluppo. L’intero comparto si pone quindi come quello tra i più orientati ad accogliere figure un tempo sconosciute. Il 34% delle imprese dei servizi professionali ritiene che avrà bisogno di nuove professionalità nei prossimi due anni. Si tratta prevalentemente delle imprese delle ricerche di mercato, della comunicazione e marketing e delle risorse umane. Web Marketing Strategist, Web Analyst, esperti in Big Data risultano essere le figure più ricercate.

In quest’ottica, le aree aziendali nelle quali le imprese intenderanno "fare occupazione" sono prevalentemente quella del marketing, l’area tecnica e quella dei sistemi informativi. In buona sostanza, l’intero settore si candida come un attore in grado di recitare un ruolo di primo piano in termini di rinnovamento della geografia del lavoro. In quest’ottica, le aree aziendali nelle quali le imprese intenderanno "fare occupazione" sono prevalentemente quella del marketing, l’area tecnica e quella dei sistemi informativi.

Infine, sul fronte del fisco, se da una parte il 91% delle imprese è riuscito a far fronte al peso della pressione fiscale, il 38% di queste dichiara di aver incontrato molte difficoltà. Si tratta in prevalenza di imprese fino a cinque addetti, imprese del Mezzogiorno e del Nord Est, imprese del settore marketing.

Secondo il rapporto, la percezione del livello di pressione fiscale negli ultimi due anni è aumentata secondo il 63,3% delle imprese intervistate. Prevalentemente, i costi maggiori sono stati registrati nelle imprese che si occupano di consulenza aziendale, di comunicazione e marketing e di ricerche di mercato. Il 32,3% delle imprese ha invece sostenuto che la pressione fiscale in 24 mesi sia sostanzialmente rimasta invariata, mentre il 4,5% ha percepito una diminuzione.

“Si parla spesso del ruolo determinante delle aziende di servizi professionali all’impresa come spinta propulsiva all’innovazione e al progresso ma spesso i dati sono frammentari, a volte incongruenti. ASSEPRIM FOCUS è l’Osservatorio Economico, unico nel suo genere, che traccia un quadro dello scenario congiunturale, con particolare attenzione al posizionamento del bacino delle aziende di servizi all’impresa nei settori finanziario/assicurativo, consulenza aziendale, risorse umane, ricerche di mercato, comunicazione e marketing, audiovisivo, nell’intento di fornire informazioni che non sono attualmente disponibili presso altre fonti statistiche.” - afferma Umberto Bellini, Presidente Asseprim - Federazione Nazionale Servizi Professionali per le Imprese di Confcommercio Imprese per l’Italia.

“Un comparto produttivo che guida l’innovazione e la propensione al cambiamento della nostra economia attraverso la continua e necessaria valorizzazione del capitale umano e del relativo costante aggiornamento delle competenze professionali conseguente all’innovazione tecnologica, la cui spinta alla crescita muove sempre più dalla valorizzazione degli asset intangibili propri di questi servizi.”

Bellini (Asseprim): "I servizi professionali guidano il cambiamento"

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